Cercando di portare avanti un progetto di MWN nel Comune di Altavilla Irpina tramite il Forum giovanile, mi sono imbattuto in alcune necessità burocratiche tra cui l’identificazione degli utenti che accedono ad Internet in luoghi pubblici.
In base alle norme contenute nel Decreto Legge Pisanu del 2005 chiunque voglia accedere alla Rete da postazioni pubbliche è tenuto a recarsi dal gestore, consegnare l’originale di un documento di identità, del quale sarà fatta una copia che poi sarà dovutamente archiviata.Basta questo a testimoniare come la normativa italiana sia restrittiva e soffocante, sia per i gestori che sono costretti ad archiviare una mole di documenti, sia per il comune utilizzatore finale. Il favore che gli vien fatto offrendogli a costo zero una soluzione per utilizzare Internet viene pagato in termini di burocrazia.
Scena: un turista viene ad Altavilla Irpina per il tradizionale Palio dell’Anguria e rimane piacevolmente impressionato dal Corteo storico o dalla tradizionale gara dei fantini. Scatta una foto col suo bel palmare di ultima generazione e vuol mandarla ad un amico/conoscente/parente. “Fortuna che c’è una rete wireless aperta” pensa. Poi per accedervi va all’ufficio comunale, presenta la Carta di Identità, copia, timbri e gli vengono rilasciati la username e la password per accedere alla rete. Intanto il Corteo è passato, la corsa è finita e il fantino vincitore è stato anche premiato.
Al di là delle battute è oggettiva la difficoltà da entrambe le parti. Fortuna che un gruppo di “illuminati” hanno sottoscritto la Carta dei Cento per il libero WiFi concretizzata in un disegno di legge presentato dal deputato Pdl Roberto Cassinelli che, nella sostanza prevede cinque punti, che riporto dal sito web dell’autore:
- La proposta prevede che, di regola, non si debba ricorrere ad alcuna identificazione dell’utente.
- La necessità di identificazione è da considerarsi come l’eccezione e potrà avere luogo solo in ipotesi limitate e stabilite dal Ministro dell’interno.
- In queste ipotesi eccezionali, l’utente dovrà avere la possibilità di identificarsi in modo “indiretto” e “prescindendo dall’identificazione fisica”.
- Sarà ancora una volta il Ministro dell’interno a dover stabilire nel dettaglio quali modalità di identificazione indiretta adottare. Il testo della proposta di legge, volutamente, non scende nello specifico. In questo modo potenzialmente si consente un numero di possibilità di identificazioni infinite e sempre aggiornate alla tecnica.
- Il testo della proposta di legge non parla dell’identificazione tramite carta SIM o SMS. Lo dico perchè c’è chi ha detto che questo sistema penalizzerebbe gli stranieri in Italia e, di fatto, è già consentito anche se poco diffuso. Entrambe le affermazioni sono vere. Infatti, lo ripeto, non si tratta di un contenuto della proposta di legge, ma solo di un esempio di largo consumo che ho voluto fare per far capire quale potesse essere un metodo di “identificazione indiretta che prescinde dall’identificazione fisica”.
Va senza dire che ritengo la proposta un punto di partenza concreto per affrontare la questione, ma non è stato così per tutti. Il mio amico Mattia, si è lamentato del fatto che si tratti di una proposta troppo generica, che il sistema di identificazione tramite SIM sia facilmente aggirabile e che non viene proposta una soluzione concreta nel corpo della proposta di legge per l’identificazione dell’utente. Non sono d’accordo. Fossilizzare la legge su un singolo metodo per il riconoscimento utenti la rende nei fatti già vecchia e poco aperta a nuove tecniche per la identificazione stessa.
Più che fare critiche sulla esaustività del disegno di legge io mi concentrerei sul primo punto. Si parla di mettere in campo misure per il riconoscimento degli utenti solo in determinate situazioni. Immagino che ci si riferisca al caso di reti pubbliche in grandi città, dove sia più probabile trovare un terrorista che, tramite Internet, si informa su come fabbricare un esplosivo o si mette in contatto con i suoi compagni di attentato. In un paesello dell’Irpinia o della Brianza la situazione dovrebbe essere diversa. Perché? I terroristi si possono spostare.
Il sistema delle SIM è buono dal punto di vista delle intenzioni: utilizzare un metodo di identificazione indiretta. Allora perché non inasprire i controlli sulle SIM? Se è vero, come è vero, che un numero come quello delle carte di credito possa essere univoco ed utilizzato per operazioni sensibili come il trasferimento di denaro, perché non utilizzare il numero della carta di identità per la identificazione alla stregua di un numero di carta di credito?
Altra questione. Contestualmente all’attivazione della Rete Wireless, io gestore essere sottoposto ad una serie di lungaggini amministrative in realtà poco utili. La registrazione al ROC, la richiesta di autorizzazione alla Questura e l’obbligo di tener traccia di tutti i dati che riguardano ogni singolo utente. E’ questo che davvero fà da ostacolo alla nascita di reti come quella che si sta cercando di fare ad Altavilla oppure solo il fatto di dover fotocopiare un documento per ogni utente? E’ qui che si dovrebbe intervenire in modo mirato e deciso.




Immaginate di poter vedere dall’alto alcune scene chiave descritte nella Bibbia.

Procede l’attività quotidiana della Rassegna Stampa della Camera dei Deputati. Uno strumento utilissimo perché offre la possibilità di leggere diversi quotidiani e settimanali direttamente su Internet, in maniera comoda e gratuita. La ripresa si è fatta attendere ma, credetemi, ne vale davvero la pena.











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