Archivio per la categoria 'Tecnologia'

Signori, la democrazia

Sono stato uno dei sostenitori di Ignazio Marino sin dalla prima ora. Sono convinto che la sua mozione sia la soluzione ai problemi del Partito Democratico e ai problemi di quest’Italia malata di Berlusconismo.

Ma non credevo si potesse arrivare a tanto. Il primo di ottobre ricevo una mail da Flaminia Spadone dello staff di Marino. Hanno letto questo blog e hanno ritenuto di chiamarmi per una discussione a porte chiuse sui temi della Rete. L’incontro è il 3 ottobre. Lo stesso giorno della manifestazione per la libertà di Informazione. Due piccioni con una fava, ho pensato. E ci vado.

Invitati illustri, devo dire. Professori, Giornalisti, Giuristi. Ho discusso con Ignazio Marino ma anche con Flaminia Spadone, Guido Scorza, Ernesto Belisario, Sergio Maistrello, Stefano Quintarelli, Vittorio Zambardino, Francesca Comunello, Antonio Tursi, Elvira Berlingeri, Stefano Minguzzi, Giovanni Boccia, Alessandro Gilioli, Lorenza Parisi, Paolo Guarino, Luca Di Ciaccio, Martino Bellincampi, Riccardo Camilleri e Alberto Marinelli.

Un dibattito vivace, a cui presto seguirà un documento che andrà ad integrare la mozione Marino sui temi della Rete. Che naturalmente diffonderò. Cos’è questa se non democrazia? Creazione di opportunità per tutti, aprirsi agli esperti, aprirsi ai blogger.

Ho notato una differenza abissale tra Roma e il modello locale. Lì si valorizzano i meriti, qui si valorizzano i guinzagli. Ma un barlume di speranza me l’hanno dato. In fondo, a 25 anni, se hai già perso le speranze sei finito ancor prima di partire. ;-)

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Erasmus

Praha Erasmus Album


Google abbandona la Net Neutrality?

Un fattore chiave che ha portato al successo l’architettura di Internet è il principio della Net Neutrality, di cui Google si è fatta portabandiera. Secondo alcuni fino a poco tempo fa.

Una definizione esaustiva di Net Neutrality la si può ricavare, paradossalmente, direttamente dal sito di Google:

Network neutrality is the principle that Internet users should be in control of what content they view and what applications they use on the Internet…Fundamentally, net neutrality is about equal access to the Internet. In our view, the broadband carriers should not be permitted to use their market power to discriminate against competing applications or content.

In termini spiccioli Internet non può privilegiare i contenuti di un determinato provider, a scapito di un altro.

A detta di molti è stata proprio la Net Neutrality il motivo del successo di Internet: parità di opportunità per tutti. A fare la differenza in termini di richiesta è la qualità dei contenuti e non la velocità a cui è possibile accedervi.

A metà dicembre l’autorevole Wall Street Journal dalle colonne del suo giornale accusa Google di voler violare il principio della Net Neutrality attraverso lo sviluppo del progetto OpenEdge.

OpenEdge prevede di installare dei server Google estremamente performanti dal punto di vista della connettività all’interno della rete dei principali fornitori di connettività, in modo da veicolare i propri contenuti a velocità maggiore.

Google Cache

Google Caching

Google ribatte direttamente dal suo blog affermando che la ricostruzione del WSJ pecca di imprecisione, in quanto la pratica del Caching è assolutamente comune tra gli ISP e che nessuno ha parato di esclusività.

Una cosa è certa: Google ha tutta l’autorevolezza economica e tecnologica tale da potersi permettere questo tipo di accordi con gli ISP. Aziende minori troveranno sicuramente molte più difficoltà.

Come si evolverà la storia? Staremo a vedere.

Come fa Google a guadagnarci?

Lo domandai tempo fa in un seminario che ho seguito, mi è stato risposto che Google guadagna contando di imporre alcuni standard. Il modo più rapido per imporre uno standard è renderlo gratuito ;)

Una spiegazione più approfondita la si può trovare in questa serie di slide che tentano di rispondere ad una serie di quattordici domande sull’attività di Google.

Linux Beauty

E’ nella natura umana fare delle scelte facendosi guidare dal senso dalla “bellezza”. Nel mondo anglosassone si usa spesso l’espressione “sexy” per indicare un concetto attraente che non sia necessariamente legato alla sfera sessuale.

E diciamo che la “bellezza” è stato uno dei motivi che più hanno scoraggiato gli utenti windows ad utilizzare in maniera stabile i sistemi operativi linux.

Questo filmato dimostra che oggi è caduto un altro muro.

Annozero – Free Software

Chi conosce questo spazio, sa bene che spesso e volentieri mi sono occupato di temi diversi, ma riconducibili tutti al filone dell’attualità politica e della storia recente. Questo perchè sono sempre stato un fermo sostenitore del fatto che l’informazione corretta sia lo strumento base di una democrazia rappresentativa. E l’Italia su questo ha molto da imparare.

La conoscenza, quindi, come base per la democrazia.

Questo percorso continua, da oggi, anche con una impronta diversa. Una impronta che si riconduce al software. Da oggi questo sito si fa diffusore di informazioni che riguardano la filosofia del “free software”, dove free sta sia per “libero” sia per “gratuito”. Incoraggiare il software libero significa incentivare la diffusione della conoscenza in maniera capillare, senza tralasciare quelli che sono i dovuti meriti ( e guadagni ) di chi nel software ci lavora. Questo non significa disprezzare in toto il software di natura proprietaria: significa semplicemente dire che il software non libero non è utile agli altri quanto quello libero. Perchè non contribuisce in alcun modo alla diffusione della conoscenza.

Le soluzioni dette open source oggi, sono talmente valide che non è più necessario neanche affiancarle all’aggettivo “alternative”. Mi faccio, quindi, promoter di questa piccola, grande rivoluzione. Piccola perchè  parte dal Pc, dal telefonino di ognuno, grande perché in prospettive di ampio raggio può portare ad un radicale cambiamento e sviluppo del tenore di vita dell’uomo, favorire la diffusione della conoscenza. Che è il mezzo primo per poter decidere.

Comincio, quindi, portando all’attenzione un video interessante, sicuramente per novizi, che spiega un pò il concetto di free software e software proprietario, le alternative e quella che oggi è la distribuzione che uso Ubuntu.

Unica aggiunta al video: la versione di Ubuntu nominata non è la più recente. Quella che oggi è possibile installare su qualsiasi pc (desktop, server, notebook etc.) è la Hardy Heron 8.04. Ulteriormente migliorata.

Che altro dire… si parte!

Trasferimento

Il Blog si è trasferito su www.antoniotirri.it

Visioni: La Bibbia secondo Google Earth

Immaginate di poter vedere dall’alto alcune scene chiave descritte nella Bibbia.

Sul sito Creative Review sono state publicati alcuni “scatti” su cosa si sarebbe potuto vedere se ci si fosse collegati a Google Earth ai tempi di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden, del diluvio universale, della fuga degli ebrei dall’Egitto, passando per il Mar Rosso, fino ad arrivare alla crocifissione di Gesù.

Il risultato è davvero suggestivo. Guardare per credere.

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Anche l’email di Google è arrivata al 2.0

2.0 ora si associa al nuovo Web, quello dei social network e dei blog. I contenuti creati dagli utenti insomma. Anche l’email di Google, la famosa GMail, sta per giungere alla versione 2.0. Naturalmente il 2.0 di GMail non ha nulla a che vedere con il 2.0 del web. Ma le novità significative ci sono comunque:

  • Integrazione col protocollo IMAP
  • Nuovo gestore dei contatti
  • Nuovo Editor di testo

Maggiori informazioni qui. E gli screenshots qui sotto, dal sito blogoscoped:

Continua a leggere ‘Anche l’email di Google è arrivata al 2.0′

Anche l’email di Google è arrivata al 2.0

2.0 ora si associa al nuovo Web, quello dei social network e dei blog. I contenuti creati dagli utenti insomma. Anche l’email di Google, la famosa GMail, sta per giungere alla versione 2.0. Naturalmente il 2.0 di GMail non ha nulla a che vedere con il 2.0 del web. Ma le novità significative ci sono comunque:

  • Integrazione col protocollo IMAP
  • Nuovo gestore dei contatti
  • Nuovo Editor di testo

Maggiori informazioni qui. E gli screenshots qui sotto, dal sito blogoscoped:

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Mediamorfosi: Internet come fonte di informazione. Affidabile o pericolosa?

Che la Rete abbia rivoluzionato gli stili di vita dell’umanità intera è un dato di fatto.

Sono convinto che molti (giovani soprattutto) avrebbero difficoltà a vedersi senza tutti i servizi che offre Internet, dai servizi bancari ai rapporti con le istituzioni, dal visitare i propri siti preferiti all’uso di qualche messenger. Non ultima è la possibilità di potersi informare. A questo proposito ha fatto notizia l’ultima mossa del quotidiano più autorevole al mondo, il New York Times che, con largo anticipo rispetto alla concorrenza, ha deciso di rendere disponibile online non solo l’intero archivio della testata, ma anche l’edizione del giorno. Pensare che il Corriere dela Sera in Italia, le Monde in Francia o El Pais in Spagna possano fare una mossa del genere sarebbe impensabile. Qui da noi, più nel dettaglio, si discute non se aprire ad Internet l’informazione tradizionale, ma se considerare attendibile quella che già c’è. Di più, c’è chi vede nella Rete il Sesto Potere, dopo il Quarto Potere (l’editoria) raccontato da Orson Wells e il Quinto ( la Televisione) raccontato da Sidney Lumet. Internet quindi come un potente mezzo di condizionamento della pubblica opinione. Il ragionamento non è del tutto campato in aria ma ci sono alcuni aspetti da chiarire.

Primo. E’ singolare come tutto questo fervore attorno alla capacità di Internet di manipolare il cervello dei navigatori stia uscendo fuori all’indomani del V-Day. Molti ancora non riescono a spiegarsi come abbia fatto Grillo a far convergere tutte quelle adesioni alle sue proposte. Quei molti dimenticano che il suo Blog non è stato l’unico strumento di “divulgazione”: lo sono stati i suoi spettacoli in giro per l’Italia e ancor di più i video su Youtube e quelli scaricabili in peer to peer. Certo il linguaggio semplice e aggressivo ha quantomeno sollecitato la curiosità del navigatore medio, ma davanti al Grillo da spettacolo c’è tutto uno staff che ha lavorato ad iniziative abbastanza concrete, descritte nel documento de “Le primarie dei cittadini” non così famoso come le invettive del comico genovese.

Secondo: Internet è un mezzo di comunicazione un pò diverso dalla stampa, dalla Tv, dalla radio. Le informazioni che veicola non sono soggette a monopoli o posizioni dominanti. Anzi. Tutte le informazioni possono arrivare potenzialmente al singolo. Le posizioni dominanti è il navigatore stesso a deciderle. E chiunque con un minimo di esperienza può mettere su una piattaforma di comunicazione da fare invidia ai grandi colossi della informazione. Questo, però, non significa che su Internet circola solo informazione di qualità. Proprio per la sua possibilità di dare a tutti uno spazio in egual misura, molto spesso in Rete si trovano alcune scorie che assomigliano a notizie. Basti pensare alle varie teorie sui complotti ( dall’11 settembre 2001 agli ufo), che comunque non hanno un grande seguito dal punto di vista del bacino di utenza.

Terzo: la presenza in Rete di informazione di scarso livello porta alla responsabilizzazione del navigatore: chi è veramente interessato ad essere informato, abbandona il ruolo di passivo utilizzatore dei media, ruolo costruito ad hoc dalla TV, per passare allo stadio dell’ homo criticus, ossia un uomo capace di selezionare l’informazione ed analizzarla in maniera critica. Coloro che saranno plasmati dal predicatore di turno ci saranno sempre, ma sono una sistematicità in qualsiasi società civile. In questo caso, però, sono di meno.

Quarto: Furio Colombo in una intervista a TV7 discuteva con Gianni Riotta sul declino del giornalismo italiano. Si prenda, ad esempio, l’informazione politica. Non è altro che uno scambio di botta e risposta da litigio, quasi come fosse uno scenario tratto dalla più plastificata e vuota delle Telenovelas. Si è perso il giornalismo d’inchiesta ( sopravvive a stento Report e qualche speciale ), si è persa l’analisi critica per far posto al sensazionalismo. Lo stesso che ha tenuto in vita il Caso di Cogne e che adesso alimenterà la tragedia di Garlasco. A tutto questo Internet può contribuire in modo determinante, perché favorisce la nascita di soggetti che si svincolano dai modelli comuni per assumere una struttura propria. Ed il movimento che si sta creando attorno alla protesta in Birmania non è altro che una conferma che queste discontinuità esistono.

A dispetto di tutte le critiche, la Rete non puotrà mai essere un sesto potere. Perché per ogni predicatore di facilonerie e per ogni qualunquista, ci sarà almeno un blogger, una testata o un media che fa informazione in maniera utile. Tutto è nelle mani dei navigatori. Purché sappiano scegliere…

Birmania, Internet e libertà. Il video shock della morte del reporter giapponese e della protesta dei monaci.

La Birmania urla democrazia. E la Rete, in questo contesto, fa da eco a questo urlo. La protesta organizzata dai monaci buddisti è riuscita a balzare all’ attenzione dei media grazie ai filmati inviati su Youtube dagli oppositori alla dittatura. Ora non è come ai tempi della rivolta 8888 ( così chiamata perché avvenne l’8 agosto 1988). Oggi il muro di silenzio costruito dal regime militare attorno al Paese è stato bucato da Internet.

Ora l’informazione può farla chiunque. Ed è il popolo dei navigatori a decidere a quale evento dare maggiore enfasi, senza la necessità di avere agganci diretti con redazioni giornalistiche oppure agenzie di stampa. In questo senso la rivoluzione del web 2.0 introdotta con Youtube, con il sistema dei Blog, con i social network, costituisce l’essenza di quello che sarà il ruolo di Internet nei prossimi anni: l’abbattimento di qualsiasi ostacolo alla comunicazione, per tutti.

Ed in casi come quello della Birmania, la possiblità di aprire una porta sul movimento di protesta che si sta organizzando, può anche salvare delle vite e cambiare un Paese. Internet diventa sempre più sinonimo di libertà.

Adesso la palla passa alle democrazie, all’ONU e alla opinione pubblica. Sta a loro (e a noi) fare in modo che la protesta dei monaci buddisti e degli oppositori politici non sia solo un argomento per riempire i titoli dei giornali per qualche giorno. Bisogna fare pressioni per una transizione verso un regime democratico. A questo processo chiunque può dare il proprio contributo. Come segno di solidarietà alla opposizione democratica, infatti, ieri ed oggi chi vuole può indossare qualcosa di rosso. Rosso come la tonaca dei monaci che, assieme ad altre migliaia di persone, stanno rischiando la vita per sostenere il principio della libertà dell’individuo.

Riprendono gli aggiornamenti della Rassegna Stampa

Procede l’attività quotidiana della Rassegna Stampa della Camera dei Deputati. Uno strumento utilissimo perché offre la possibilità di leggere diversi quotidiani e settimanali direttamente su Internet, in maniera comoda e gratuita. La ripresa si è fatta attendere ma, credetemi, ne vale davvero la pena.

Il link è in alto a destra


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