Come ho già scritto in precedenza lo scorso 3 di ottobre ho partecipato ad una tavola rotonda con Ignazio Marino e altri esperti di cultura digitale, per relazionare un documento che è stato ufficialmente presentato a integrazione della Mozione Marino.
Allego il documento e il comunicato stampa
COMUNICATO STAMPA
“NOI, LA RETE”
IL DOCUMENTO DELLA MOZIONE MARINO PER FAVORIRE LA DIFFUSIONE DI INTERNET E DEI NUOVI MEDIA
In seguito a un incontro tenutosi poche settimane fa tra Ignazio Marino e un gruppo di esperti e studiosi di media digitali abbiamo scritto un documento che contiene alcune proposte concrete per favorire la diffusione di internet e l’uso delle tecnologie digitali.
Il documento “Noi, la Rete”, oltre ad arricchire la mozione Marino su questi temi, traccia alcune linee guida che vorremmo venissero portate avanti all’interno del Pd aldilà del risultato alle Primarie del 25 ottobre.
Tra le proposte esposte nel documento:
1- Il superamento della retorica del digital divide a favore di un impegno concreto per la diffusione della banda larga come bene universale su tutto il territorio nazionale, accompagnata da una adeguata media literacy, ovvero, la diffusione di una vera e propria cultura digitale a partire dalla scuola pubblica.
2- La difesa della libertà d’espressione in rete, soprattutto in seguito alle recenti proposte di legge che vogliono mettere un bavaglio alla circolazione di contenuti o creare nuovi conflitti di interesse. Non servono nuove leggi sulla rete, serve al contrario una “Carta dei diritti”. Inoltre, occorre difendere la neutralità della rete respingendo nettamente la creazione di corsie preferenziali per flussi di dati privilegiati.
3- Nuove modalità di remunerazione per un mercato dei contenuti dove le regole di produzione e distribuzione sono oggi rivoluzionate. Occorre ridimensionare rendite di posizione ormai superate e decriminalizzare il consumo amatoriale di beni protetti da diritto d’autore.
4- Realizzare una pubblica amministrazione efficiente e trasparente che grazie alle tecnologie digitali realizzi la piena accessibilità degli atti pubblici. Un’amministrazione che sceglie di investire sul software open source, con un evidente risparmio di risorse e una maggiore valorizzazione del know how pubblico.













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