Ignazio Marino Segretario del PD

marino

C’è chi per schierarsi aspetta l’ultimo momento, magari una proposta, un’offerta, o magari attende che lo faccia qualcun altro prima di lui in modo da potersi accodare. Questo accade soprattutto all’interno dei partiti.

Ma io che all’interno di un Partito ci sono, agisco diversamente. Non ho potenti da inseguire (forse sono troppo orgoglioso) e ho una certa coerenza da mantenere. Alla coerenza ci tengo.

E per coerenza con la mia idea di Partito Democratico, con la mia visione di società,  ho deciso, a tre mesi dalle elezioni, che alle Primarie voterò Ignazio Marino.

Perché per un leader di un partito oggi non è semplice dire che non si vogliono condannati in Parlamento o che si vuol risolvere in maniera definitiva il Conflitto di Interessi o che un Paese civile debba avere una regolamentazione per il testamento biologico e le unioni di fatto. Libera informazione, accesso gratutio alla Banda Larga. Posizioni chiare, semplici, come dovrebbe essere qualsiasi proposta politica. Ma soprattutto temi che non vengono toccati  dagli altri candidati per paura di offendere i teodem o i potenti di turno. Sostenere un progetto di Partito Democratico che vada oltre l’eterno duello Veltroni-D’Alema (leggi Franceschini-Bersani) significa, oggi, sostenere Marino.

Ad oggi voteranno Ignazio Marino personalità come:

Furio Colombo, Piergiorgio Odifreddi (ha ripreso la tessera del Pd solo per votare la sua mozione), Paolo Flores d’Arcais, Ivan Scalfarotto, Beppino Englaro, Goffredo Bettini, Carlo Bernardini, Roberta De Monticelli, don Paolo Farinella, Maurizio Maggiani, Valerio Magrelli, Telmo Pievani, Lidia Ravera.

Qualche link interessante:

Presentazione programma

Programma

Pd: istruzioni dettagliate per estromettere i dirigenti con cui “non vinceremo mai” di Paolo Flores D’Arcais

Furio Colombo a sostegno di Ignazio Marino

PD: Que se vayan todos! di Paolo Flores D’Arcais

Odifreddi: Marino per tre buone ragioni

Appello: “Con Ignazio Marino liberiamo il Pd dalla Nomenklatura”

9 Risposte a “Ignazio Marino Segretario del PD”


  1. 1 mattia 28/07/2009 alle 7:00 pm

    1) la regolamentazione delle coppie di fatto esiste: si chiama matrimonio.

    2) “accesso gratutio alla Banda Larga”. Perché gratuito? Dici che costa niente a Telecom/fastweb/chivuoitu creare, manutenere, gestire, o semplicemente dare corrente alla rete? Oppure pensi che cavi, routers & C li trovino aggratis sotto il ponte? O pensi che la rete stia in piedi da sola senza nessuno che ci lavora sopra?

    Tu dici, sì… ma internet deve essere un diritto fondamentale. E certo, come l’accesso all’acqua potabile o all’energia elettrica. Però la bolletta dell’acqua o dell’enel la paghi. Perché quella di internet no?

  2. 2 Antonio Tirri 28/07/2009 alle 7:49 pm

    1) mi riferisco anche a quelle omosessuali

    2) Il discorso è un pò più complesso. Si parla innanzitutto di Banda Larga, quindi Internet veloce. Oggi la maggioranza dei contenuti veicolati su Internet sono immagini di grandi dimensioni e video. Ci sono comuni che sono tagliati fuori da questo mondo perché non coperti dall’ADSL. In quelle zone si è costretti a ricorrere all’UMTS (quando presente) o al satellitare, cosa credi che costino una cippa?

    Nel mio comune e in altri comuni “virtuosi” si sta avviando il progetto di Internet wireless gratuito agli abitanti. Questo non significa che i providers non ricevono introiti, semplicemente vuol dire che la spesa la paga lo Stato!
    Naturalmente la Rete può ospitare un tot numero di utenze, oltre le quali non si garantisce l’accesso o una determianta qualità del servizio. Una manna dal cielo per chi non può permettersi il “lusso” di avere Internet.

  3. 3 Mattia 28/07/2009 alle 10:35 pm

    1) E allora dite chiaramente che volete i matrimoni gay. Cos’è questa paura di dire quello che volete. Se siete convinti che anche i gay debbano avere il diritto di sposarsi ditelo apertamente, senza usare il cavallo di Troia delle coppie di fatto.

    2) Il discorso è sicuramente un po’ più ampio. Ma tu adesso stai parlando di altre cose. Il digital divide va combattuto, anche a spese dello stato per portare la banda larga anche dove non conviene a un’azienda. Ma dire accesso gratuito alla banda larga come principio mi sembra fuori dal mondo.
    Anche al mio paese il sindaco stava vagliando la proposta di offrire il wifi gratuito e mi ha mandato delle proposte delle aziende. Proposte che parlavano di tutto nei dettagli, liquindando poi in due righe il discorso sulla larghezza di banda. E ho dovuto spiegare io al sindaco che se offri il wireless gratuito in paese si attaccano tutti come sanguisughe con un consumo di banda che richiede al comune di stipulare un contratto con Telecom da badilate d’oro. E se poni dei limiti la gente poi s’incazza perché la FUP irrita.

    “semplicemente vuol dire che la spesa la paga lo Stato!”

    ok, ma lo stato siamo noi. Se lo stato si prende cura di fornire a tutti l’accesso internet gratuito significa che spenderà 20 euro a famiglia. E quindi alzerà di 20 euro le tasse a famiglia (be’, per chi le paga le tasse).

    “per chi non può permettersi il “lusso” di avere Internet.”

    Antò, ormai un contratto flat adsl ti costa 20 euro in italia. Guarda le persone attorno a te e dimmi se in un mese non buttano via almeno 20 euro in cose meno importanti, anzi decisamente velleitarie. Dai, se si vuol diferende i diritti fondamentali si può pensare alla sanità, dove un singolo non può permettersi di pagarsi un’operazione di angioplastica. Ma i 20 euro per internet li può anche pagare.

  4. 4 Antonio Tirri 29/07/2009 alle 1:47 am

    1) Io non ho nulla in contrario neanche ai matrimoni gay. Sfondi una porta aperta.

    2) Che sembri fuori dal mondo è una tua opinione. In molti Paesi esiste un serivzio del genere e ti assicuro che questi Paesi fanno parte del mondo civilizzato.
    D’altronde un servizio del genere può servire non solo ai residenti ma anche agli utenti mobili, di passaggio, che vogliono rimanere connessi usando il proprio smartphone e utilizzare servizi come google maps, le pagine gialle o trovare informazioni sui mezzi pubblici.
    Pensa pure ad un grande parco in cui puoi andare col tuo portatile e ti leggi i giornali su Internet mentre sei sdraiato su un prato.
    Criticheresti anche quello?

  5. 5 Mattia 29/07/2009 alle 8:01 am

    “D’altronde un servizio del genere può servire non solo ai residenti ma anche agli utenti mobili, di passaggio, che vogliono rimanere connessi usando il proprio smartphone e utilizzare servizi come google maps, le pagine gialle o trovare informazioni sui mezzi pubblici.
    Pensa pure ad un grande parco in cui puoi andare col tuo portatile e ti leggi i giornali su Internet mentre sei sdraiato su un prato.
    Criticheresti anche quello?”

    Ho mai criticato l’internet mobile? Non mi mettere in bocca cose che non ho detto.
    Io tutte quelle cose già le faccio. Pagando 177 corone mensili a Vodafone. Perché dovrei avere quel servizio gratis? E’ questo il punto. E se ti dànno l’internet mobile gratis, perché allora non ti dovrebbero dare la fonia gratis?

  6. 6 Antonio Tirri 29/07/2009 alle 9:36 pm

    Perché i dati viaggerebbero non su rete cellulare ma su una infrastruttura di rete wireless pubblica, gestita dalla Municipalità. E’ un servizio che offri ai cittadini, non vedo cosa ci sia di male.

    Per la fonia il discorso è diverso, una cosa è accedere alle pagine web, un’altra è pacchettizzare la voce. In questo caso i costi sarebbero molto maggiori.
    Ma si può anche fare.

  7. 7 Mattia 30/07/2009 alle 8:59 am

    “Perché i dati viaggerebbero non su rete cellulare ma su una infrastruttura di rete wireless pubblica, gestita dalla Municipalità. E’ un servizio che offri ai cittadini, non vedo cosa ci sia di male.”

    Perché è un servizio estremamente costoso, che lo stato deve apparlatare di necessità ad una ditta esterna non avendo competenze per gestirlo.
    E’ come se lo stato si prendesse carico di pagare tutte le nostre bollette di internet: dici che ce li ha i soldi?
    E se mi paga la bolletta di internet, perché non mi paga quella dell’acqua? E questo che voglio capire dal tuo ragionamento.

  8. 8 Antonio Tirri 30/07/2009 alle 1:38 pm

    Attenzione qua non si sta dicendo che devi dare Internet a ogni singolo cittadino. Significa prevedere delle aree (più o meno estese) in cui è possibile andare lì e collegarsi ad Internet in maniera gratuita.

    Il paragone con l’erogazione dell’acqua c’è gia: sono le fontane pubbliche :D

  9. 9 mattia 30/07/2009 alle 2:25 pm

    “Attenzione qua non si sta dicendo che devi dare Internet a ogni singolo cittadino. Significa prevedere delle aree (più o meno estese) in cui è possibile andare lì e collegarsi ad Internet in maniera gratuita.”

    Quindi la discriminante è il numero di persone che può accedervi?
    Cioè chi ha la casa che dà sulla piazza principale del paese può avere un collegamente wi-fi gratuito senza dover sborsare il 20 euro mensile per l’adsl, mentre se sei sfigato e vivi lontano dalla piazza del municipio, o dal parco pubblico ti devi fare l’abbonamento a telecom?
    Ho capito bene?

    Ah, dimenticavo che sono anche stato a San Francisco, che tutti mi dicevano che c’era ovunque il wifi gratuito… un par di ciuffole. Ho provato a connettermi decine di volte, da parchi, piazze, perfino davanti al museo della scienza. Mai trovato un AP libero…


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