Archivio per Luglio 2009

Ignazio Marino Segretario del PD

marino

C’è chi per schierarsi aspetta l’ultimo momento, magari una proposta, un’offerta, o magari attende che lo faccia qualcun altro prima di lui in modo da potersi accodare. Questo accade soprattutto all’interno dei partiti.

Ma io che all’interno di un Partito ci sono, agisco diversamente. Non ho potenti da inseguire (forse sono troppo orgoglioso) e ho una certa coerenza da mantenere. Alla coerenza ci tengo.

E per coerenza con la mia idea di Partito Democratico, con la mia visione di società,  ho deciso, a tre mesi dalle elezioni, che alle Primarie voterò Ignazio Marino.

Perché per un leader di un partito oggi non è semplice dire che non si vogliono condannati in Parlamento o che si vuol risolvere in maniera definitiva il Conflitto di Interessi o che un Paese civile debba avere una regolamentazione per il testamento biologico e le unioni di fatto. Libera informazione, accesso gratutio alla Banda Larga. Posizioni chiare, semplici, come dovrebbe essere qualsiasi proposta politica. Ma soprattutto temi che non vengono toccati  dagli altri candidati per paura di offendere i teodem o i potenti di turno. Sostenere un progetto di Partito Democratico che vada oltre l’eterno duello Veltroni-D’Alema (leggi Franceschini-Bersani) significa, oggi, sostenere Marino.

Ad oggi voteranno Ignazio Marino personalità come:

Furio Colombo, Piergiorgio Odifreddi (ha ripreso la tessera del Pd solo per votare la sua mozione), Paolo Flores d’Arcais, Ivan Scalfarotto, Beppino Englaro, Goffredo Bettini, Carlo Bernardini, Roberta De Monticelli, don Paolo Farinella, Maurizio Maggiani, Valerio Magrelli, Telmo Pievani, Lidia Ravera.

Qualche link interessante:

Presentazione programma

Programma

Pd: istruzioni dettagliate per estromettere i dirigenti con cui “non vinceremo mai” di Paolo Flores D’Arcais

Furio Colombo a sostegno di Ignazio Marino

PD: Que se vayan todos! di Paolo Flores D’Arcais

Odifreddi: Marino per tre buone ragioni

Appello: “Con Ignazio Marino liberiamo il Pd dalla Nomenklatura”

Conferenza Stampa di Andrea Forgione e telefonata di Beppe Grillo

E’ ufficiale, Berlusconi va a puttane

Quando si parla di queste cose, la prima accusa che uno si becca è quella di essere un moralista. Io moralista non lo sono, ho difetti come chiunque, forse qualcuno in meno di Silvio Berlusconi. Però da cittadino pretando che chi mi rappresenta, anche per i privilegi di cui gode, abbia quel decoro personale che si addice ad un uomo di Stato, oltreché naturalmente, pretendere una certa coerenza con i disegni di legge del suo Governo

Voglio, quindi, che si sappia il più possibile ciò che è stato pubblicato oggi da Repubblica e che i giornali internazionali danno per certo da tempo.

Ottobre 2008. Prima di andare a Palazzo Grazioli Gianpaolo Tarantini e Patrizia D’Addario si mettono d’accordo sulla serata a casa del premier

Gianpaolo Tarantini: Allora…

Patrizia D’Addario: Mi volevi parlare?

GT: Non volevo parlare, volevo dirti… che alle nove e un quarto vi passa a prendere l’autista e andiamo lì…

RAGAZZA: Andiamo lì… poi se lui decide rimani lì

PD: … E mille per la serata

GT: Mille ora già te li ho già dati… poi se rimani con lui… ti fa il regalo solo lui… ah… vedi che lui non usa il preservativo… eh

PD: Ma non esiste una cosa senza preservativo… come faccio a fidarmi?

GT:Ma… è Berlusconi…

PD:Ma tu chi sei? Guarda che… sai quanta gente è rimasta…

GT:Sai quanti esami fa lui?

PD: Lo so, ma… sai… per noi donne è anche più bello… voglio dire… ma sentire una cosa del genere…

GT: Tu puoi decidere, però lui non ti prende come escort, capito? Lui ti prende come un’amica mia che ho portato…

I veri democratici

C’è chi, pur avendo idee di centrosinistra, preferisce astenersi dalla vita politica.

Il motivo principale è la mancanza di fiducia, la perdita della speranza, la consapevolezza che tutto rimanga così come è, in mano ai signorotti locali e ai baroni nazionali.

Oggi abbiamo avuto la conferma che qualcosa può cambiare. Il popolo del Pd spesso si rivela migliore di un certo tipo di dirigenza, della dirigenza dei NO, della dirigenza dei veti. Stavolta l’esempio ci viene dal circolo del Pd di Paternopoli, un paesino della provincia di Avellino. A portarlo avanti è un gruppo di coraggiosi democratici guidati dal segretario Andrea Forgione.

L’idea è stata semplice quanto geniale: tesserare Beppe Grillo, in modo da consentire la sua partecipazione alle primarie del Partito Democratico. Contro i veti della dirigenza.

Oggi sono andato ad Avellino ad intervistarlo, per garantirgli il supporto del Circolo del PD di Altavilla Irpina e per rinnovargli la solidarietà contro chi è saltato sulla scialuppa democratica solo per ottenere qualche poltrona.

Il Pd ha bisogno di gente come lui, il Pd ha bisogno di gente democratica. Per andare avanti

Partito male

Beppe Grillo

Beppe Grillo

C’è l’eterna crisi del Pd, ci sono le primarie, c’è Adinolfi, Bersani, Franceschini, Marino… e c’è anche Beppe Grillo.

O meglio, dovrebbe esserci anche Beppe Grillo. Lui l’iscrizione l’ha richiesta. Ma la tessera non gli è stata consegnata, per questa ragione:

“Non e’ possibile la registrazione di Beppe Grillo nell’anagrafe del Pd poiche’ egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al Pd. La delibera verra’ resa nota sul sito nei prossimi giorni”.

La decisione di non permettere la candidatura di Beppe Grillo è una grande fesseria:

1. Nel Pd ci sono persone che in passato hanno assunto posizioni estremamente distanti da quelli che sono i valori del partito e del centrosinistra. Basti pensare a Marco Follini. Se si arriva ad imbarcare  il vicepremier del Governo Berlusconi, con quale coraggio si impedisce il tesseramento di un individuo che di certo non ha idee di destra?

2. Non credo che Grillo avrà serie possibilità di vincere. Inoltre il suo tesseramento avvicinerebbe al Partito tutto quel  popolo che si riconosce nel sano attivismo civico. Il Pd ha bisogno del contributo di questo grande popolo che dia impulso al ricambio generazionale che non c’è stato e che ha consegnato l’Italia a Berlusconi e alla destra.

3. Il contributo di Grillo eviterebbe l’appiattimento culturale del partito, garantirebbe vivacità nel dibattito e porterebbe all’ordine del giorno degli argomenti che magari risultano scomodi per tutta la dirigenza attuale del Pd.

4. Eviterebbe il plebiscito per un solo candidato, cosa che si è rivelata dannosa per Veltroni. In tutte le altre competizioni si vede che la vittoria arriva anche con scarti molto bassi. Basti pensare allo scontro Clinton-Obama alle primarie del Pd in USA. Un plebiscito uccide il dibattito. La reale competizione, invece, genera interesse.

Tra i candidati alle primarie solo Mario Adinolfi e Ignazio Marino non si sono dichiarati contrari alla candidatura di Beppe Grillo alla segreteria. Sono sinceramente dispiaciuto per la contrarietà espressa da Bersani.

Che sia un segnale su chi votare?

Il Borghezio in pectore

Non so perché ma non mi meraviglio.

Stamattina circola in rete questo video, il protagonista è il deputato Matteo Salvini e il video risale alla festa di Pontida del 13 giugno 2009.

Salvini sembra voler ricalcare le orme dei suoi nobili padri legacostituenti Mario Borghezio o Giancarlo Gentilini. E così dopo la geniale idea degna di nobel di riservare i posti sui mezzi pubblici ai milanesi [articolo] arriva con lo slogan:

« “Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani…”. E poi “Son colerosi e terremotati… Con il sapone non si sono mai lavati…” »

Ora non voglio fare l’ipocrita, spesso è capitato anche a me di inveire contro i napoletani. Ma da un deputato questo no, tu hai delle responsabilità, tu devi fare gli interessi del Paese, intero. Per una cosa del genere non devi fare altro che lasciare il tuo incarico.

Quando ero in Erasmus ho parlato con un ragazzo che si professava leghista. Dico professare perché a mio parere il leghismo ha poco di razionale, è una fede. Ci credi e basta. Lui mi diceva che Nord e Sud sono due mondi a parte, c’è poco da fare. Hai voglia a spiegare che le generalizzazioni servono a poco. Però stavolta aveva ragione. Su questo io sono diverso da loro, sono diverso dai leghisti e sono diverso da Matteo Salvini. Il Borghezio in pectore.

Diceva Montanelli che l’approccio migliore nei confronti del leghismo era ignorarli, non dare soddisfazioni nel parlare di loro. Un pò come avveniva nella puntata dei Simpson con i cartelloni pubblicitari giganti che vivevano e distruggevano la città  solo se il pubblico prestava attenzione. Io non sono d’accordo.

Cronaca di una esperienza di vita: Milano, alcool e integrazione

Le colonne di San Lorenzo a Milano

Le colonne di San Lorenzo a Milano

Girare ti forma, e questo lo sappiamo.

L’altra notte ero a Milano, girando un pò abbiam deciso di andare alle Colonne di San Lorenzo, da quello che ho potuto vedere uno dei punti di incontro dei ragazzi milanesi. L’atmosfera è bellissima: c’è chi beve, chi fuma, chi canta e chi suona. Qualcosa di simile a quello che accade a Piazza del Gesù a Napoli, solo meno punk.

Poi c’è lui, il grande Becksman: un personaggio assurdo che gira per il corso  di Porta Ticinese vendendo birra, only Becks naturalmente. Ci sediamo, beviamo qualcosa, e nel giro di poco ci troviamo a parlare fino alle sei del mattino. Conosco un gruppo di ragazzi del nord Africa. Egiziani, Marocchini, Algerini. Mi fermo a parlare con uno di loro. Sì è laureato in Economia a Casablanca, lavorava per la LG marocchina.

Dopo un incidente in un locale, per sfuggire alla vergogna decide di raggiungere suo fratello in Italia. Compra a nero un visto francese per 8000€ e sbarca a Milano. Ora vende vestiti.

Si vedeva da lontano che era un ragazzo non ignorante. Appena ci conosciamo mi dice “La prima cosa che la gente ti chiede è sapere il tuo Paese d’origine. Deve inquadrarti in qualche modo. Per me è più semplice perchè non ho i tratti africani, ma spesso la gente si fa prendere dal pregiudizio. In metropolitana vedi sempre posti liberi affianco a te, sono diffidenti”.

Probabilmente lui ha molta più cultura e forza d’animo di quelli che magari gli stavano di fronte, in piedi. “Sbagliano, diceva, dove c’è il sangue c’è il bene e c’è il male. Ovunque. Ma questo loro non lo capiscono.”

Come non trovarsi d’accordo con lui? Poi, un pò per l’effetto dell’alcool, un pò perché ci facciam prendere tutti dalla discussione, si toccano una miriade di argomenti. Cominciando dalle politiche di immigrazione “E’ giusto, mi dice, che un immigrato deve sborsare 800€ per avere il permesso di soggiorno, quando è palese che la situazione economica degli immigrati è drammatica?”

La libertà religiosa in Italia c’è, ma non nei fatti: “Perchè se il mondo è globalizzato non posso avere una moschea a Milano dove pregare?”

Molte cose giuste, comprensibili, sacrosante. Quando però ci spostiamo su un altri terreni le differenze si fanno sentire. A cominciare dalla poligamia. Mi è stata giustificata dicendo che il matrimonio è sacro, che non ha senso per una persona non sposarsi. E siccome nel mondo ci sono più donne che uomini, è giusto che un uomo abbia più donne. Comprensibile? Da quando in qua l’amore è una questione di statistica? Mah.

Mi è stato detto che l’undici di settembre è stato voluto dagli Stati Uniti, che dava da pensare il fatto che dei 700 e oltre ebrei che lavorassero nel WTC, nessuno quel giorno si presentò al lavoro. Che il congresso americano era guidato da ebrei, che l’attacco al Pentagono non aveva senso, visto che si stava parlando di una delle strutture più sicure al mondo.

Discorsi che andrebbero liquidati come teorie del complotto, magari come indottrinamenti. Ma che ne sappiamo? Confesso di dovermi informare meglio.

Altro argomento: Ahmadinejad? Un dittatore, come Saddam. Ma Saddam è stato allevato dagli USA. Bin Laden? Un omicida, anche lui creato dalla CIA e  ancora in vita per volere degli USA.

Poi alla fine apre una bottiglia di Coca Cola che non conteneva Coca Cola, era vino. E mi dice: ” guarda che anche un musulmano fa peccato, io rispetto il Corano nei principi, per me l’importante è avere rispetto della religione. Io ho rispetto dei cristiani, io ho rispetto di tutti.”

Si fanno le sei del mattino, è l’alba e andiamo via. Ci stringiamo la mano, ci salutiamo, e poi mi dice “Scusami se ti ho annoiato con questi discorsi”. “Affatto” rispondo io. Se anche gli italiani ne parlassero un pò di più probabilmente vivremmo in un Paese migliore.


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