Questo non è un post di elogio dell’Erasmus, quello lo scriverò più avanti, ad esperienza conclusa.
Il solo pensiero che mi viene adesso è come “riformare” un sistema di istruzione universitaria che tiene ben poco in conto un fattore fondamentale: lo studente deve crescere.
In Repubblica Ceca puoi vedere ogni giorno ragazzi nei parchi, ragazzi che il fine settimana programmano di andare in montagna, a sciare, a prendere il sole, ad esercitarsi con qualche strumento musicale all’aria aperta oppure a provare a mantenersi in equilibrio camminando su una corda legata a due alberi.
Questi non sono ragazzi “fannulloni” questi sono ragazzi che studiano ingegneria, anche duramente. A Napoli questo non è possibile, prima di tutto perchè non c’è la concezione dello svago nei parchi pubblici ( forse perchè non ci sono parchi?), ma soprattutto perchè chi studia è messo di fronte ad una scelta: o studia o si diverte. Lo studio non ti lascia altri spazi, si mangia tutto: passioni, viaggi, possibilità di conoscere gente, hobby, letture, tutto.
Forse sarebbe il momento di organizzare l’Università in modo migliore, per gli studenti naturalmente. Sarebbe ora di rivedere il sistema di valutazioni, sarebbe ora di rivedere il sistema degli insegnamenti, sarebbe ora di restituire ai giovani anche la possibilità di dedicarsi ad altre attività.
E’ una lezione che ho imparato a Praga al CVUT. Qualsiasi cosa ti impegni per intere giornate prima o poi diventa dannosa.












0 Risposte a “Riflessione di notte”