Un fattore chiave che ha portato al successo l’architettura di Internet è il principio della Net Neutrality, di cui Google si è fatta portabandiera. Secondo alcuni fino a poco tempo fa.
Una definizione esaustiva di Net Neutrality la si può ricavare, paradossalmente, direttamente dal sito di Google:
Network neutrality is the principle that Internet users should be in control of what content they view and what applications they use on the Internet…Fundamentally, net neutrality is about equal access to the Internet. In our view, the broadband carriers should not be permitted to use their market power to discriminate against competing applications or content.
In termini spiccioli Internet non può privilegiare i contenuti di un determinato provider, a scapito di un altro.
A detta di molti è stata proprio la Net Neutrality il motivo del successo di Internet: parità di opportunità per tutti. A fare la differenza in termini di richiesta è la qualità dei contenuti e non la velocità a cui è possibile accedervi.
A metà dicembre l’autorevole Wall Street Journal dalle colonne del suo giornale accusa Google di voler violare il principio della Net Neutrality attraverso lo sviluppo del progetto OpenEdge.
OpenEdge prevede di installare dei server Google estremamente performanti dal punto di vista della connettività all’interno della rete dei principali fornitori di connettività, in modo da veicolare i propri contenuti a velocità maggiore.
Google ribatte direttamente dal suo blog affermando che la ricostruzione del WSJ pecca di imprecisione, in quanto la pratica del Caching è assolutamente comune tra gli ISP e che nessuno ha parato di esclusività.
Una cosa è certa: Google ha tutta l’autorevolezza economica e tecnologica tale da potersi permettere questo tipo di accordi con gli ISP. Aziende minori troveranno sicuramente molte più difficoltà.
Come si evolverà la storia? Staremo a vedere.

















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