Da Wikipedia:
La legge n. 133 del 6 agosto 2008 è la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2008, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria.
Ha suscitato, tra l’altro, diffuse proteste nel mondo universitario ed accademico. Tre sono i punti maggiormente criticati:
- Taglio di 1.441,5 milioni di € al fondo di finanziamento ordinario (FFO) nel quinquennio 2009/2013
- Blocco del turn-over al di sotto del 20% fino al 2011 (una nuova assunzione del personale univesitario ogni 10 posti liberati)
Possibilità di trasformazione per le università in fondazioni private con una votazione a maggioranza del 50%+1 da parte del Senato accademico.
Se ci fosse qualcuno che ancora non l’avesse capito, questi sono i motivi per cui gli studenti ( compreso io ), i docenti ed i rettori protestano.
Nel mio caso specifico, la Federico II di Napoli si regge sul sopracitato FFO per far fronte alle spese, visto che gli introiti provenienti dalle tasse degli studenti a stento riescono a coprire la metà degli stipendi di professori, ricercatori e personale tecnico amministrativo, così come spiegato in questo prospetto.
| categoria | numerosità | lordo annuo stimato | totale parziale |
| prof ordinari | 193 | 70.000 | 13.510.000 |
| prof associati | 143 | 49.000 | 7.007.000 |
| ricercatori | 164 | 34.300 | 5.625.200 |
| personale TA | 300 | 20.000 | 6.000.000 |
| totale stipendi | 32.142.200 | ||
| Tasse studenti | 17.000 | 1.000 | 17.000.000 |
Le modifiche volute dal decreto Gelmini, ma che in realtà dovrebbe chiamarsi Decreto Gelmini-Berlusconi-Tremonti, produrranno questi effetti.
- Tagliando i fondi veicolabili con il FFO, si porteranno le Università a dover gestire una situazione estremamente critica, perchè non possono riuscire a far fronte al pagamento degli stipendi. La didattica, quindi, sarà in pericolo. Allo stesso tempo l’Ateneo non potrà fornire in alcun modo i servizi necesari allo studente per potergli assicurare una formazione quantomeno decente, dalle aule alle postazioni informatiche, finanche ai libretti universitari.
- Il blocco delle assunzioni porterà alla chiusura indiscriminata dei corsi di laurea. E non si sta parlando di quei corsi in “Scienze del Benessere Animale” ma di Corsi che andranno a formare la futura classe dirigente di questo Paese. La qualità della didattica sarà anche in questo caso colpita, dovendo un numero esiguo di professori, gestire uno sproporzionato numero di alunni, sia dal punto di vista degli esami che delle lezioni frontali.
- La trasformazione delle Università in Fondazioni di Diritto Privato non è obbligatoria. Lo diventerà nei fatti nel momento in cui la riduzione del FFO costringerà gli Atenei a dover tramutare il proprio stato giuridico per poter di conseguenza aumentare le tasse ( adesso non lo si può fare, si è sottoposti a dei vincoli), anche in maniera spropositata. Gli studenti che fino ad oggi hanno pagato meno di 1000 euro all’anno di tasse universitarie, saranno costretti a sborsare una cifra almeno 10 volte maggiore. L’Università non sarà, dunque, di tutti, ma sarà solo di quell’ èlite di persone che potranno permettersela. Il figlio dell’operaio dovrà continuare a fare l’operaio e solo il figlio del dirigente d’azienda potrà diventare a sua volta dirigente d’azienda. Tutt’al più il figlio del ladro.
Stiamo passando ad un sistema che premia la disuguaglianza. E con quale scusa? viene sbandierato lo spauracchio del “Non ci sono soldi”.
La replica a questa affermazione richiederebbe pagine e pagine di commenti. Il problema è che i tagli si fanno nei confronti di quei settori che non sono in grado di costituire una lobby, un gruppo di pressione nei confronti del Governo. Basta ricordare il caso del fallimenti di Alitalia. Il Governo Berlusconi ha accollato ai contribuenti italiani la ragguardevole somma di 500 milioni di euro, per pagare una stagione di fallimenti di Alitalia ma soprattutto per favorire una cordata di imprenditori voluta da lui come stratagemma per vincere le elezioni. Più di un terzo dei tagli ai fondi del FFO.
Forse non è chiaro: la sua più riuscita manovra elettorale gliel’abbiamo pagata noi!
E lo stesso discorso si potrebbe fare con i finaziamenti alle grandi banche in crisi, con le agevolazioni ai gruppi imprenditoriali, consentendo loro di fare utili con denaro pubblico. Ma basta anche pensare ai semplici sgravi fiscali che sono stati concessi per il passaggio al digitale terrestre. Addirittura 1000€ a famiglia di detrazioni, quando non si permette di detrarre neanche un centesimo delle tasse universitarie.
Allora sembra chiaro che è tutto un sistema a funzionar male, è l’intera classe politica che non ha lungimiranza nelle proprie azioni.
E quando il mondo studentesco si mobilita per protestare contro un Governo ( ma anche una opposizione ) che dimostra di tenere ben poco al futuro dei suoi ragazzi, che dimostra di ragionare con logiche di breve periodo, che si bollano i manifestanti come quattro gatti facinorosi.
Io, invece, dico che si tratta di un risveglio delle coscienze, che per la prima volta ha interessato gli studenti dai tempi del ‘68. Una presa di posizione che è stato un doppio schiaffo, sia per chi governa sia per chi pensa di fare opposizione. L’autonomia nell’agire.
Ed è per questo che manifesto a fianco di questi ragazzi, per una istruzione pubblica, per una istruzione che sia davvero per tutti. Perchè, come è stato detto in una recente assemblea, l’Università è rimasto l’unico e l’ultimo ascensore sociale che consente al figlio di un operaio di diventare dirigente d’azienda. In un Paese che di ascensori è davvero sprovvisto.









Post preciso ed intelligente. Se sei uno degli studenti che occupano e protestano, sei la prova che lì stanno le menti più sveglie di quella generazione. Forza, ragazzi!