
Il mio Presidente del Consiglio tesse le lodi di George W. Bush. “Fra noi due la sintonia è totale”, addirittura. Proprio mentre il partito repubblicano cerca di trovare una nuova via per tentare di vincere le prossime elezioni presidenziali, distaccandosi esso stesso dalla politica neocon di Bush, Silvio Berlusconi lo esalta.
Ma se è vero che la formale cordialità è la prima delle regole da seguire in un incontro tra capi di Stato e di Governo, è anche vero che c’è un limite alle offese che possono essere fatte agli italiani.
Agli italiani che hanno giudicato ingiusta, unilaterale e guidata da puri interessi economici l’opera maestra dell’amato George: la guerra in Iraq. A cui è stata associata un’opera di disinformazione perpetrata da Il Foglio e da Il Giornale, che in tempi sospetti sembravano quasi indicare con una bandierina i depositi delle famigerate armi di distruzione di massa.
Così come famose sono le dottrine neocon sull’esportazione della democrazia ( leggi neo-colonialismo). Così come famoso è il rifiuto dei trattati di Kyoto per limitare le emissioni di gas serra da parte delle industrie.
Ma il mio Presidente del Consiglio si fa voler bene, ed ha molti amici. Perché giudicare Berlusconi solo dalla sua “totale sintonia” con Bush. Giusto. Lo si giudichi anche per la totale sintonia con Vladimir Putin. Quello che sembra essere il nuovo Zar della madre Russia, colui che nel novembre 2006 è stat accusato dell’omicidio politico dell’ex colonnello del KGB Aleksandr Litvinenko. Colui che è da più parti identificato come mandante politico dell’omicidio della giornalista moscovita Anna Politkovskaja. Colui che viene dal KGB.
Belle amicizie, grandi alleati.
Eppure, di questi tempi di rapporti tesi tra USA e Russia, in questi tempi di totale divergenza sull’ampliamento ad Est della NATO, della costruzione dello scudo spaziale, c’è un sottilissimo filo che lega Putin e Bush. L’amicizia con il mio Presidente del Consiglio.
Purtroppo, è anche il mio Presidente del Consiglio












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