Il muro di gomma è una metafora che riconduce alla Strage di Ustica del 27 giugno 1980. Un muro per indicare l’impossibilità di scoprire la verità dei fatti. Di gomma perchè chi ci va a sbattere contro ha solo l’impressione di non farsi male. Ebbene oggi più che mai nella storia della Repubblica, i cittadini italiani sbattono ripetutamente contro un muro di gomma che evita loro di scoprire i fatti reali.
Oggi ho assistito all’apoteosi dell’ipocrisia. E oggi posso dire con certezza che è cominciato il declino assoluto di questo Paese. Non è nei miei modi sbilanciarmi con parole grosse e catastrofiche, ma la situazione, ora più che mai, lo impone.
Oggi, prima di dare o negare la fiducia a questo Governo, i partiti eletti hanno parlato per bocca dei loro leader. I discorsi più rilevanti riguardano i partiti di opposizione, ossia i discorsi di Veltroni, Di Pietro e Casini.
Mentre il sunto di quanto detto da Casini lo si può riassumere con un elenco di scuse per non aver potuto votare la fiducia a Berlusconi, causa quel maledetto vincolo elettorale, Veltroni si è dimostrato solitamente pacato, aperto, disponibile, tendendo la mano a Berlusconi, dimenticando il suo passato, dimenticando tutto il fango rovesciatogli addosso dal leader di Forza Italia, che adesso va predicando la concordia tra le parti.
L’unico intervento che ho veramente apprezzato, è stato quello di Antonio Di Pietro. Essendo l’unico intervento con dei contenuti a mio parere sensati, è stato anche l’unico intervento ad essere stato puntualmente interrotto dal fragorio dell’aula.
Il Clou è stato raggiunto dal Presidente della Camera. Ai lamenti di Di Pietro per le fastidiose interruzioni, Fini ha risposto “Dipende unicamente da ciò che si dice”. Come a dire “Se non vuoi buscarti le lamentele, non dire cose scomode.”
Questo evento, a cui naturalmente non sarà dato il rilievo che merita dalla stampa e dai TG, si accompagna alla scandalosa elezione di Schifani a Presidente del Senato, e alle polemiche sul caso Travaglio di cui parlerò in qualche post più avanti.
Bene signori, si comincia!
I recenti fatti di Verona fanno pensare. Tanto.











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