Archivio per Febbraio 2008

Aldo Moro, trent’anni dopo

Il 9 maggio del 1978 muore a Roma Aldo Moro.

A trent’anni dalla morte ripenso alla vicenda di Aldo Moro, non solo come il culmine di un atto terroristico, un atto di attacco allo Stato democratico, ma a qualcosa di più.  Il sequestro e l’uccisione dell’allora presidente della Dc mi fa pensare seriamente ai limiti della sovranità di uno stato democratico.

Non parlo per prese di posizione, metto per iscritto una riflessione che ho fatto spesso in questi giorni, e adesso spero che un riordino forzato delle idee possa venire dalla scrittura.

La vicenda Moro ha due facce.

La prima, sostanzialmente, prevede questo susseguirsi di fatti: c’è stata la volontà da parte delle Brigate Rosse di colpire un autorevole esponente della Democrazia Cristiana, simbolo del coninvolgimento filoimperialista. Allora la Dc, e in particolare Aldo Moro,  stava cercando di traghettare il PCI di Berlinguer verso una iniziale esperienza di Governo. Le BR speravano che una azione del genere sarebbe servita anche a riportare il Partito Comunista Italiano verso le sue “naturali” posizioni di antagonismo e di sostegno alla rivoluzione.

Una seconda versione, prevede il coinvolgimento degli Stati Uniti, attraverso alcuni interventi della CIA. Tramite un centro linguistico di nome Hyperion, legato all’attività delle BR, la CIA avrebbe infiltrato Moretti nell’organizzazione terrorista, spingendo il gruppo a colpire Aldo Moro, invece che Giulio Andreotti (come da precendenti intenzioni). La motivazione: gli Stati Uniti non vedevano di buon occhio la prospettiva di un partito comunista al governo in un paese della NATO. Sarebbero potute finire in mani sovietiche alcune informazioni sensibili, in particolare documenti riservati sulle testate nucleari americane in Italia. Ad avvalorare questa ipotesi vi sono alcune testimonianze di come nel 1974, a seguito di un incontro all’ambasciata italiana di New York, l’allora segretario di stato Kissinger abbia velatamente minacciato Aldo Moro, invitandolo a sospendere immediatamente la trattativa con il PCI.

A questo punto mi chiedo quale valore abbia il principio di autodeterminazione dei popoli, quanto valore avessero le prese di distanza di Berlinguer dalla politica dell’Unione Sovietica, in che modo si possa pensare di esportare la democrazia se si impedisce ad un Paese di scegliersi il governo.

De Mita lascia il PD

Erano in molti ad aspettare questa mossa, e direi che finalmente è arrivata. Veltroni sta portando effettivamente un pò di aria fresca che spazza via il vecchio. L’ottantenne De Mita, offeso perché gli è stata impedita la candidatura per dare spazio a volti nuovi, lascia il PD.

L’intervento di De Mita aControcorrente su SkyTG24:

Il vero dato da cui partire

Tra tutte le notizie economiche, tra tutti gli annunci del governo e le promesse della campagna elettorale, trovo che sia rimasto poco conosciuto quello che è il vero e unico dato importante di questi ultimi tempi.

Non sono i sondaggi, non sono i punti che si recuperano o si perdono. Il dato importante è:

Dal 2000 al 2006, il reddito dei lavoratori ha subito questo andamento:

  • Lavoratori dipendenti: +0,96 %

  • Lavoratori autonomi:   +13,8 %

Fonte: Banca d’Italia.

Questo vuol dire che un lavoratore dipendente ha visto l’introduzione dell’euro ed un conseguente raddoppio dei prezzi, mentre il suo stipendio è rimasto femo.

Lo scrivo a caratteri grandi perché è questo il primo vero dato di disagio di questo Paese. L’unica verità è che i salari per i dipendenti andrebbero almeno raddoppiati.

Il contraddittorio

Marco Travaglio ha tenuto una nota sul contraddittorio direi illuminante. Appena dopo gli interventi di Berlusconi e Veltroni a Porta a Porta

W la Coerenza!

Da sole queste dichiarazioni valgono più di mille discorsi:

“Il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi… Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent’anni di meno. Mica crederà di essere eterno… Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni” (Gianfranco Fini, 18 novembre 2007)

Il Cavaliere ha distrutto la Cdl, e ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere in testa? Non siamo postulanti. Io tornare all’ovile? Sono il presidente di An, non una pecora(Gianfranco Fini, 16 dicembre 2007)

Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo della libertà, un’unica voce in Parlamento. E’ una pagina storica della politica italiana: il 13 aprile nascerà un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alle sinistre. Mi auguro che gli amici dell’Udc vogliano scrivere questa importante pagina assieme a noi” (Gianfranco Fini, 8 febbraio 2008)

Dalla rubrica Carta Canta di Marco Travaglio

Mastella ha pieni poteri

Certe volte mi chiedo se veramente una legge elettorale possa servire a risolvere molti dei problemi di questo Paese.

Sto cominciando a pensare che quando c’è una tendenza ad assumere comportamenti verticistici non c’è da cambiare la legge, c’è da cambiare il vertice.

Questo perchè i Partiti, che dovrebbero rappresentare le cellule o i mattoni della democrazia, sono i luoghi in cui la democrazia non c’è. Luoghi in cui funziona il motto “o fai così, o te ne vai“.

Tutto questo mi è venuto da pensare leggendo il titolo di un articolo comparso sul “Tempo“:

Clemente Mastella non scioglie il nodo dell’alleanza elettorale dell’Udeur. Il Consiglio nazionale del partito si chiude invece con l’assemblea che ha attribuito a Mastella i pieni poteri per decidere alleanze e liste, per le quali ci sono difficoltà a ottenere condizioni favorevoli all’Udeur.
Per la serie: “Qualsiasi cosa decidi ci va bene”.

Nonostante tutto sono estremamente soddisfatto della fuoriuscita della famiglia Mastella dall’alleanza di centrosinistra.

Per farvi rendere conto del livello di servilismo, di sottomissione che c’è in quel partito: Questa è una presentazione in PowerPoint che ho trovato sul sito dell’Udeur di Scandicci, in provincia di Firenze.

Download

Il Desktop della Iervolino

L’immagine parla da sola :D

Al Qaeda addestra bambini

I kamikaze sono il risultato della propaganda che scavalca e annulla l’io della persona. Una martellante rassegna di immagini, discorsi e foto che alimentano l’odio e la volontà di uccidere. Fino ad oggi questo avveniva negli adulti. Adesso ne sono vittime anche i bambini. Questo video mostra l’addestramento dei figli di Al-Qaeda: non si sa se siano figli di altri terroristi oppure ragazzi entrati nel giro del fondamentalisti. Una cosa è certa: questa contrapposizione di cui sempre meno spesso si parla, ha bisogno di una soluzione immediata e diplomatica.

Il video:

Verso le elezioni

Ormai sembra quasi certo che il voto sia imminente. Lo si sente dai toni da battaglia di Veltroni, Fini e Berlusconi. Toni che portano alla deriva qualsiasi ipotesi di compromesso.

Si ripartirà con una campagna elettorale che si prevede aspra e combattuta, dai toni forti: il centrosinistra vorrebbe recuperare almeno in parte il gap con la neocompattata cdl, mentre Berlusconi non ha sicuramente intenzione di vincere in maniera risicata come nel caso delle ultime politiche del 2006 che hanno dato la vittoria all’Unione.

A proposito, mi domando se sia opportuno o meno usare ancora l’espressione Unione. Il sentimento diffuso di antipolitica ha forzato i partiti ad avviare un processo di rinnovamento che, ancora non si è capito, non si sa se condurrà a qualche significativa novità oppure al solito ” Si cambia tutto perché non cambi niente”. Ed è davvero avvilente come la prospettiva di una vittoria fermi un processo di cambiamento che, pur con tutti i suoi limiti, si era innescato.

Una cosa, però, è certa.

L’inseguitore del consenso, il manipolatore delle folle o, meglio ancora, il burattinaio dei fessi, Berlusconi, si inventerà qualcosa. Una mossa allo stile di Sarkozy. Magari una “apertura” dopo una vittoria che si preannuncia quasi certa ma alla quale io non vorrei rassegnarmi.


Antonio Tirri
Antonio Tirri
Create Your Badge

Obama Sorry 4 Berlusconi

Twitter Updates

  • Di nuovo in Italia, anche se per poco. E dopo Milano, waiting for Lithuania 5 days ago
  • Esami finiti, qualche intoppo con le europee a Praga e tante città viste in Europa. L'Erasmus sta per finire. Ma è ancora tempo di viaggiare 3 weeks ago
  • Dopo Berlino mi preparo per Monaco di Baviera. Ma prima la Festa del 25 aprile e la fondazione del circolo del PD in Repubblica Ceca. 2 months ago
  • In partenza per Berlino 2 months ago
  • Giornata di sole stupenda! 3 months ago
Sostieni questo sito


MSN: antoniotirri[at]libero.it
Mail: info[at]antoniotirri.it
I giornali di oggi
SkyTg24 Live
Il calendario 2009 dei santi laici

Iniziative