Porto all’attenzione l’ultima delle contraddizioni di Silvio Berlusconi. Recentemente ha bollato come infamanti i giornali che hanno riportato la disponibilità dei “Suoi” a scendere in piazza qualora non ci fosse stato il voto. Questa è la prova che lo sbugiarda.
Continua il balletto di opinioni di Silvio Berlusconi. Ma, soprattutto, continua il teatro della politica.Ognuno sbandierea un proprio interesse di parte mascherandolo come interesse degli Italiani “Gli italiani vogliono andare a votare, gli italiani vogliono un’altra legge elettorale”. Credo che gli italiani desiderino di più un forte cambiamento. Il cittadino comune, che magari poco se ne importa di leggi elettorali, sbarramenti, circoscrizioni e premi di maggioranza, può tradurre questo deisderio di aria fresca in una nuova tornata elettorale, senza sapere che con la legge Porcellum, saremmo di nuovo in una situazione in cui si è costretti ad arruolare il micropartito per vincere e, soprattutto, in una situazione in cui a scegliere i candidati sono le segreterie dei partiti, causa liste bloccate.
Quella di oggi potrà essere per qualcuno una giornata come le altre: chi lavora ( anche di domenica), chi è in famiglia, chi è preso dallo sport, e chi dai soliti, mille impegni.
Quella di oggi è la Giornata della Memoria, per ricordare le vittime dell’Olocausto ( ebrei, testimoni di geova, omosessuali, dissidenti) ma, soprattutto, per non dimenticare. Una memoria costruttiva insomma, che ha una utilità pratica: evitare che accada di nuovo un olocausto.
In realtà questo messaggio non è del tutto corretto: di olocausti ce ne sono tanti oggi e tanti ce ne sono stati anche in questo inizio di millennio: il Darfur, il Kenya, la Birmania, l’Iraq di Saddam contro i Curdi, la Serbia di Slobodan Milosevic, la Corea del Nord ( quello in foto è un campo di concentramento ancora attivo), l’Unione Sovietica ( si calcola che nei Gulag abbiano perso la vita 60 milioni di persone), la Cina, la Cambogia di Pol Pot, le dittature militari del Sud America. Il mondo è pieno di chi uccide per ideologia.
Ma mai, la Storia ha conosciuto un piano così sistematico di odio e sterminio come quello dei nazisti. Ed è giusto che sia questo il simbolo della Giornata della Memoria. Non perché gli altri morti abbiano meno valore, ma perché la Shoah rappresenta il punto più basso in cui sia caduto il genere umano.
A tutti, quindi, l’invito a ricordare, a non dimenticare, a che un simbolo non rimanga solo una sterile commemorazione, ma una occasione di riflessione, per una condanna unanime di qualsiasi ideologia che ha coma sbocco l’odio razziale, religioso, politico.
Ci tengo, poi, a riportare il testo della Legge n.211 del 20 luglio del 2000. L’articolo 1 afferma:
”La Repubblica italiana riconosce il giorno del 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwits, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadiniebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.“
E’ su quest’ultima frase che voglio soffermarmi. Sul fatto che sia doveroso ricordare e prendere esempio da chi ha rischiato la vita perché non si realizzasse il progetto di genocidio sistematico.
Stando alle dichiarazioni di Berlusconi, a cadere non è stato solo il Governo, ma qualsiasi prospettiva di riforma dello scenario politico italiano. In virtù della possibilità concreta di tornare a occupare le poltrone che contano, sono scomparsi tutti i malumori nel centrodestra. An sembra aver dimenticato le frecciate a Berlusconi di pochissimo tempo fa, così come Berlusconi ha fermato il processo di costituzione del Popolo delle Libertà, ovvero il processo di cambiamento di nome di Forza Italia. Tutti contenti. Scomparsa la diponibilità a trattare per la legge elettorale, insomma finito tutto.
Come previsto, pochi minuti fa il Senato ha negato la fiducia al Governo. Un pò di amarezza, per come si sono svolti i fatti: non è caduto per la legge finanziaria, non per i Dico, non per il welfare, ma perchè hanno arrestato la moglie di Clemente Mastella.
Si è chiusa una stagione. Adesso o elezioni oppure Governo di larghe intese. Io spero vivamente nella seconda ipotesi, per dare tempo al sistema di stabilizzarsi, a capire veramente quali sono le intenzioni dei partiti, quali sono le loro vocazioni e quali sono i loro progetti.
Come tutti sapranno, il Governo Prodi ha le ore contate. La crisi è stata innescata da Clemente Mastella, il segretario del partito personalistico più piccolo dell’Unione. Un partito che vive di scambi di favori, intreccio di rapporti personali, manovre sottobanco, più che un vero collante ideologico. Non sono così ingenuo da credere che nel resto delle altre forze politiche la situazione sia assai diversa. Ma in un soggetto relativamente piccolo, a ridotto bacino elettorale e, soprattutto, di stampo prettamente locale, questo tipo di fenomeni è più rilevante.
Quindi, il succo della questione è che questa crisi di governo è stata innescata perchè la moglie del segretario del partito più piccolo della coalizione di maggioranza, è agli arresti domiciliari.
Altrettanto vero è che il filo sottile che regge(va) Prodi al Senato ha portato ad un Governo che purtroppo non si è potuto distinguere per decisioni forti, coraggiose. Ma sicuramente non ha varato leggi “Ad personam” come:
l’introduzione del divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il presidente del Consiglio in carica (”Lodo Schifani”, 140/2003), mai entrata in vigore in quanto dichiarata incostituzionale
la “legge Cirami” sul legittimo sospetto (Legge n. 248/2002)
la riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi) (”Legge ex-Cirielli”, 251/2005)
l’estensione del condono edilizio alle zone protette (legge delega 308/2004) (comprensiva la villa “La Certosa” di proprietà di Berlusconi)
il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (ricorso n. 15/2005 alla legge regionale 8/2004) (che bloccava, tra l’altro, l’edificazione di “Costa Turchese”, insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi)
la modifica del Piano di assetto idrogeologico (PAI) dell’Autorità di bacino del fiume Po che permette la permanenza de “la Cascinazza” (estensione di oltre 500.000 metri quadrati) di proprietà della IEI di Paolo Berlusconi (PAI del 2001)
l’introduzione dell’inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento (DL n. 3600)
la legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni (Legge 112/2004)
Certo, i punti oscuri ci sono stati. L’affondo ai Dico, un generale aumento della tassazione potrebbe dire qualcun altro. Ma per le liberalizzazioni, per aver messo a posto i conti pubblici, per gli accordi raggiunti con il sindacato, per aver portato l’Italia fuori dalla guerra in Iraq, credo che questo governo sia stato il male minore e non a torto Paolo Mieli il 28 marzo del 2006 consigliò di dare fiducia a Prodi.
Ma, c’è da ricordare, buona parte di questo clima di instabilità l’ha causato l’attuale legge elettorale. La stessa legge con cui adesso qualcuno chiede a gran voce elezioni, infischiandosene di far precipitare l’Italia in una nuova situazione di instabilità governativa, nonostante i sondaggi siano favorevoli ad una eventuale coalizione di centrodestra.
E questo lo scrive chiaramente anche il Financial Times. “The last thing Italy needs now is another election”, scrive. L’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno è una nuova tornata di elezioni.
Mi auguro che se, come sembra, il Governo dovesse cadere al voto di fiducia al Senato, Napolitano si impegni per la istituzione di un governo tecnico, che faccia una legge elettorale condivisa e che poi si vada alle elezioni. O che almeno si aspetti il referendum.
Ma c’è solo chi si sforza di urlare “Alle elezioni!“ senza preoccuparsi di ciò che è bene per il Paese.
Un ultimo intervento. Ho apprezzato molto la decisione di chiedere la fiducia, soprattutto al Senato. Perchè bisogna mettere di fronte alle proprie responsabilità chi causerà il ritorno di Berlusconi al governo. Un volto nuovo…
Sulla questione Mastella è scoppiata anche una piccola polemica sul procuratore Mariano Maffei. Riguardo l’intervista rilasciata ( in parte a sua insaputa ) ad alcuni giornalisti. Intervista che allego a questo post.
In sintesi il caso:
Clemente Mastella è indagato dal procuratore assieme alla moglie (già agli arresti domiciliari) e a buona parte dei vertici del suo partito ( che poi non sono altro che parenti ed amici di famiglia), per alcuni reati che comprendono la concussione ed associazione per delinquere.
Mastella fa notare una parentela tra il Procuratore Maffei ed il presidente della provincia di Caserta, Sandro De Franciscis. Il che desterebbe qualche sospetto sulla imparzialità di Maffei. La risposta:
«Ma che vuole Mastella, che mi astenga? Per una parentela lontana di mia moglie, che era cugina di De Franciscis? Che vuole dire essere parente? Sappia il ministro che io ho indagato anche lui, De Franciscis, in altri procedimenti, e che se fa cose gravi lo sbatto anche in galera».
Parole di un Procuratore che, con un pò di ingenuità, ha continuato a parlare con i giornalisti credendo che le telecamere fossero spente. Una volta scoperto l’imbroglio, sentenzia:
«Che mi importa, ancora qualche giorno e sono in pensione»
Ripropongo una lettera inviata da Marco Travaglio al sito di Beppe Grillo e un video, sempre di Travaglio, disponibile su Youtube. Non posso fare altro che condividere.
“Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta “Why Not” avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.
Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse – che nessuno conosce – sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.
Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.
Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato “solidarietà umana” al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un “fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli” (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l’immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, “questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo”. Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?.”
Marco Travaglio
Inoltre il video imperdibile sulla biografia di Mastella
Oggi il senatore e ministro Mastella si è dimesso. Anche se vorrei farlo, non sto qua a dire se ci sia stato o meno un attacco alla moglie. E’ compito della magistratura decidere. Certo è che gli arresti domiciliari non si danno per un furto di polli. La questione però è delicata. Sull’argomento preferisco citare una inchiesta dell’Espresso del 19 dicembre 2007, in cui si sottolineavano questi guai giudiziari a carico dei big di Ceppaloni
Più che altro mi ha fatto pensare il discorso dell’ormai ex-ministro della Giustizia alla Camera. Un discorso strappalacrime per una carriera che fa piangere. Ma a tratti mi ha fatto davvero ridere.
Ha invocato la sua tendenza a ricercare sempre il dialogo, fino alla fine. E come non dargli ragione. Basta vedere questi articoli. Solo i titoli.
“Credo che anche questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Basta guardare alla vicenda del Papa di questi giorni per capire cosa avviene ai cattolici”
Frasi che si commentano da sole… Certo che difendere i valori cattolici quando si è accusati di concussione non è proprio il massimo…
All’inizio ho messo in grassetto il titolo Senatore, riferito a Mastella. Il perché è presto detto: in virtù di questo titolo sta ricevendo la solidarietà da tutti. destra e sinistra.
NO AL SISTEMA TEDESCO – Entrando nel merito della riforma elettorale, Berlusconi spiega che «il sistema tedesco non va bene, sarebbe un ritorno indietro al passato, verrebbe sottratta ai cittadini la possibilità di scegliere il premier e il governo». «La governabilità è cosa necessaria – aggiunge – e lo sbarramento più elevato è meglio è: uno sbarramento del 5% è il minimo che si deve avere».
La cosa mi sembra strana, mi sembra di aver sentito qualcosa di diverso in precedenza. Faccio una velocissima ricerca sulla Rassegna Stampa e trovo una intervista di Belusconi alla Stampa. Data 19/11/2007:
Va bene che solo i fessi non cambiano mai opinione, ma qui si esagera!
Questi continui dietrofront mi fanno pensare che sia aperto un tavolo di trattative, in particolare tra la riforma del sistema radiotelevisivo e la legge elettorale. Un “do ut des” che non approvo per nulla.
NO AL SISTEMA TEDESCO – Entrando nel merito della riforma elettorale, Berlusconi spiega che «il sistema tedesco non va bene, sarebbe un ritorno indietro al passato, verrebbe sottratta ai cittadini la possibilità di scegliere il premier e il governo». «La governabilità è cosa necessaria – aggiunge – e lo sbarramento più elevato è meglio è: uno sbarramento del 5% è il minimo che si deve avere».
La cosa mi sembra strana, mi sembra di aver sentito qualcosa di diverso in precedenza. Faccio una velocissima ricerca sulla Rassegna Stampa e trovo una intervista di Belusconi alla Stampa. Data 19/11/2007:
Va bene che solo i fessi non cambiano mai opinione, ma qui si esagera!
Questi continui dietrofront mi fanno pensare che sia aperto un tavolo di trattative, in particolare tra la riforma del sistema radiotelevisivo e la legge elettorale. Un “do ut des” che non approvo per nulla.
Visto che ho inserito un post su Beppe Grillo facendo riferimento ad un Blog esterno al mio, credo sia corretto, nonchè estremamente interessante, proporre anche un commento di un ragazzo dei Meetup. Invita giustamente a distinguere la figura di Beppe Grillo dalle sue iniziative, ed in un certo senso si dissocia dal gesto del comico genovese.
Su questo blog ho messo alcuni link a delle iniziative di Beppe Grillo.
Condivido molte delle proposte del V-Day, condivido la lotta per il Parlamento pulito, per la vera e libera informazione, finanche l’iniziativa del calendario “I santi laici”, che sicuramente sono un esempio più concreto per l’uomo singolo. Non solo in quanto cittadino, ma anche in quanto uomo.
Tutto questo, però, non mi impedisce di criticarlo da alcuni punti di vista: le guide carismatiche non sempre le guardo di buon occhio, i moralizzatori ancora meno. Semplicemente perchè non credo che ci sia una sola persona (o il suo staff) che sia depositaria della Verità assoluta. Non lo è il papa, non lo è il dalai lama e non lo è neanche Beppe Grillo. Ma, ripeto, le proposte che lancia ( sui modi ci sarebbe tanto da dire…) sono legittime ed in gran parte condivisibili.
Fatta questa premessa, segnalo un articolo di un giornalista de L’espresso, che ha tentato di chiedere una intervista a Beppe Grillo, rifiutata nel modo che segue, via telefono:
«Pronto buongiorno sono Gilioli de L’espresso, la disturbo?» «Certo, lei mi disturba sempre».
«Mi dispiace. Volevo sapere se ha visto le domande che le ho mandato…». «Certo che le ho viste e non intendo minimamente risponderle».
«Come mai?» «Perchè sono domande offensive e indegne».
«Mi scusi, ma non mi pare, sono solo domande. Servono a un confronto. Se lei mi dà le sue risposte per iscritto, io le trascrivo tali quali, le dò la mia parola». «No, non se ne parla neanche, lei non ha capito niente. Buongiorno».
Napoli è la città delle misure straordinarie e una tantum, basti pensare all’esercito contro le faide di camorra, e il piano straordinario dei rifiuti. Ma se è grande la fermezza con cui si chiedono queste misure, altrettanta è la facilità con cui il problema finisce nel dimenticatoio, non appena il livello di emergenza scende di un pelo.
Ora la città è sottoposta alla ennesima crisi della monnezza, sembra che stavolta sia un pò più grave del solito. E non sembrano bastare gli appelli alla calma, i cumuli di immondizia bruciano e rilasciano nell’aria veleni che si aggiungono allo smog.
Intanto piovono le domande:
la protesta dei cittadini ha un secondo fine? perchè solo in campania c’è questo problema? che ha fatto la classe dirigente in questi 14 anni di emergenza? perchè non vogliono gli inceneritori? perchè non si fa la raccolta differenziata? cosa c’entra la camorra?
Le risposte ci sono, io almeno qualcuna credo di averla. Il problema è che, forse, la maggior parte si limita a protestare e basta, ma al momento di andare al voto si dimentica di tutto… Oltre la camorra, naturalmente.
Ieri Bassolino (vedi video alla fine) ha fatto almeno un velato mea culpa. Ai campani basterà?
Di nuovo in Italia, anche se per poco. E dopo Milano, waiting for Lithuania 5 days ago
Esami finiti, qualche intoppo con le europee a Praga e tante città viste in Europa. L'Erasmus sta per finire. Ma è ancora tempo di viaggiare 3 weeks ago
Dopo Berlino mi preparo per Monaco di Baviera. Ma prima la Festa del 25 aprile e la fondazione del circolo del PD in Repubblica Ceca. 2 months ago
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