La censura sullo spot della Red Bull ha portato alcuni visitatori ad esprimere dei giudizi contrari al mio. Visto che tengo particolarmente a questo argomento, pubblico la risposta ai commenti con un post dedicato.
Commento di SoloVangelo:
Il punto è che ormai non si ha più il senso del sacro. Si getta fango su ogni cosa pur di vendere, vendere, e vendere ancora. Non c’è più nulla che venga risparmiato: valori, principi…tutto è buono per essere buttato nell’immondezzaio.
Tutto questo, senza nemmeno accorgersi che ci si stanno pulendo i piedi su un qualcosa di importanza capitale. Molti non avranno compreso la decisione di interrompere la messa in onda dello spot, e quindi è la classica vittoria di Pirro, però credo al tempo stesso che non si possano tollerare manifestazioni di blasfemia come questa (e come tante altre, piccole e grandi, che però sempre blasfemia sono…)
In altri casi, sulla limitazione di libertà sarei forse stato d’accordo. Ma in questo no. Ormai la misura è colma da troppo tempo.
La mia risposta:
Comincio col dire che riesco a seguirti solo fino ad un certo punto. Mi trovo d’accordo sul fatto che l’obbiettivo di un uomo è quello di essere persona e non solo consumatore. Quindi il concetto di vendita come fine che giustifica i mezzi lo condanno.
Ma basta. Ora io non so se realmente nel nuovo testamento c’è scritto che i magi sono tre quattro o centomila. E non importa.
Perchè se al posto della frase “Nel nuovo tetamento è scritto che i magi sono solo tre” fosse stata inserita la frase “Tutti sanno che i magi sono solo tre”, penso ti saresti sentito offeso ugualmente.
Avere rispetto per una cultura significa rispettarne i valori, i principi fondanti, significa ascoltare cosa ha da dire.
Che c’è di offensivo per la divinità di Cristo l’aver inscenato quella situazione?
E’ come dire che è offensiva la pubblicità della Lavazza con San Pietro, che è offensivo Maurizio Crozza che fa l’imitazione del papa, è offensivo Totò quando interpreta il Monaco di Monza, è offensivo Don Camillo perchè parla con una statua, o le varie fiction in cui molti interpretano preti, suore o monaci. Fanno interpretazione di un sentire popolare.
Faresti una pubblica censura anche su di loro?
In moltissimi film sulla passione di Cristo si vede bene durante la crocifissione un soldato romano che conficca dei chiodi nelle mani di Gesù.
Ma lo sapevi che i romani crocifiggevano i condannati per i polsi e non per le mani, perché altrimenti le mani non avrebbero retto il peso? La tua soluzione quale sarebbe? Eliminiamo tutto?
Da che mondo è mondo l’uomo ha bisogno di sorridere anche su temi molto profondi: è nella natura umana. Serve a rendere la realtà meno pesante, a sentirsi più vicino a situazioni che magari potrebbero sembrare lontane.
Ma lo si vuol capire che la cultura della proibizione, del taglio, della censura, non porta da nessuna parte? Dobbiamo ritornare ai tempi del film “Nuovo Cinema Paradiso” quando prima di proiettare un film americano c’era il prete del paese che tagliava le scene in cui ci si baciava?
Se io fossi stato un cattolico fervente (quale penso tu sia), sarei stato non infastidito, bensì orgoglioso del fatto che la mia cultura non condanni questo genere di cose. E sai perché? Perchè se non mi sento minacciato da uno spot significa che le mie convinzioni sono solide.
Tempo fa ci fu un fatto legato a quello che secondo me è un imbecille, Roberto Calderoli della Lega.
Lui blatera il rispetto per il sacro, per le tradizioni di “Casa nostra”. E poi non si fa tanti scrupoli a mostrare delle vignette su mamoetto con una bomba al posto del turbante oppure a farsi accompagnare da una scrofa mentre passeggia su un terreno che avrebbe dovuto essere destinato ad una moschea. Questa, ad esempio, è incoerenza.
Le vignette su maometto sono state un errore, non per i disegni in sè, ma perchè andavano a “stuzzicare” una cultura che, purtroppo, non è molto in avanti quanto a tolleranza.
Vuoi essere messo sullo stesso piano? Accomodati pure…
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