Archivio per Dicembre 2007

Essere Liberi

Il mio migliore augurio è quello di essere liberi:

Liberi di pensare, di parlare, liberi di vivere.

E, soprattutto, liberi di non essere soggetti a nessuno: nè alla pubblicità, nè al capo, nè a chi pretende di sapere cosa sia giusto.

A tutti, Buon 2008

Visioni: La Bibbia secondo Google Earth

Immaginate di poter vedere dall’alto alcune scene chiave descritte nella Bibbia.

Sul sito Creative Review sono state publicati alcuni “scatti” su cosa si sarebbe potuto vedere se ci si fosse collegati a Google Earth ai tempi di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden, del diluvio universale, della fuga degli ebrei dall’Egitto, passando per il Mar Rosso, fino ad arrivare alla crocifissione di Gesù.

Il risultato è davvero suggestivo. Guardare per credere.

Continua a leggere ‘Visioni: La Bibbia secondo Google Earth’

Questioni di sentire comune

Oggi mi sono reso conto che non sono il solo a pensarla in un certo modo, soprattutto sul senatore Dini.

Ilvo Diamanti, nella sua rubrica Bussole, ha esposto a grandi linee quello che avevo già scritto in questo post. Lo ripropongo, sicuramente c’è scritto “qualcosa” in più ;)

LD leader della LdC


Lamberto Dini, leader dei Liberaldemocratici, ha dichiarato che il suo partito ha levato la fiducia al governo. Che Prodi, quindi, non ha più la maggioranza. Al Senato.

Liberaldemocratici. O forse Liberal Democratici: LD. Una sigla che non ricordiamo di aver visto alle elezioni del 2006. Anche se tante erano le liste, in quell’occasione, che qualcuna, sicuramente, ci è sfuggita. Peraltro, liberaldemocratico è un attributo cultural-politico diffuso. Forse solo gli esponenti della sinistra radicale lo rifiutano. Ma non tutti, probabilmente. Tuttavia, non crediamo che Lamberto Dini parli a nome loro. Dei liberaldemocratici di tutto il Paese. Anche perché dubitiamo che i liberaldemocratici si riconoscano – tutti quanti – nella sua figura. Con tutto rispetto: Ciampi è un’altra cosa. Riteniamo, invece, che si riferisca davvero a un partito. Che, riassunto in sigla, d’altronde, coincide con le sue iniziali. LD come Lamberto Dini.

Già in passato aveva usato lo stesso acronimo. Ma allora si chiamava Lista Dini. O meglio: Rinnovamento Italiano. Presente alle elezioni europee del 1999. Dove ottenne l’1,1%. In cifre: 350mila voti. Immaginiamo che Lamberto Dini, leader di LD, parli a nome loro, quando sostiene che il governo non ha più la maggioranza dei consensi. Non ha più la fiducia del Paese. Ridotta al 25% degli elettori. Per la defezione dell’1,1% degli elettori che egli rappresenta. Forse, però, quando LD parla di un partito, non fa riferimento a “elettori”. Ma a singoli senatori. Dini, in primo luogo. Un partito senatoriale, dunque. Da non confondersi con gli altri “nanetti”, su cui ironizza, regolarmente, Giovanni Sartori. Perché l’Udeur di Mastella, i socialisti di diversa collocazione, perfino i pensionati si sono presentati alle elezioni. I loro voti – magari pochi – li hanno presi. LD, invece, dopo il 1999 si è embedded in altri contenitori.

L’ultima traccia della sua base elettorale risale a quei 300mila voti o poco più ottenuti alle europee di otto anni fa. Chissà: nel frattempo potrebbero essere cresciuti. Per cui immaginiamo che LD vorrà presentarsi con la propria lista, da solo, alle prossime elezioni. Meglio se con una nuova legge elettorale, in cui la coalizione non sia “premiata” e non divenga, quindi, una soluzione obbligata. In cui ogni lista sia costretta a correre con le proprie gambe. Oggi, però, abbiamo il sospetto che LD indichi un PI(D): Partito individuale (Dini). O, meglio, un PdI. Partito di individui, che si associano per esercitare il loro potere di “ricatto” in Senato. Per il bene del Paese. Ma soprattutto il proprio. Chiamiamolo, allora, più correttamente LdC: Lista della Casta.

( Ilvo Diamanti su Repubblica, 27 dicembre 2007)

Il Secondo Miracolo Italiano

All’articolo pubblicato sul New York Times, si aggiunge anche il britannico Times . Il filo conduttore è uno: La dolce vita italiana è passata alla storia: gli italiani sono più poveri, più sfiduciati e più depressi. L’economia non è data in ottima salute, mentre gli altri cugini europei crescono. Rimaniamo uno dei Paesi con il più alto debito pubblico ( ben oltre il 100% del Pil), che impedisce una seria politica del welfare, una seria riforma delle pensioni ed una più ragionata distribuzione della ricchezza.

A consolazione delle critiche ci si aggrappa allo storico potenziale degli italiani: quello stesso potenziale che ( con una buona iniezione di dollari dal piano Marshall ) ha portato il Bel Paese al boom economico degli anni ‘50-’60, il famoso miracolo economico.

Allora fu una reazione ai disastri della guerra, quando c’era volontà di costruire, volontà di creare un Paese nuovo e moderno. Oggi agli italiani occorrerebbe un secondo miracolo.

Non certo quello urlato da Berlusconi nel febbraio del ‘94 al Palafiera di Roma, quello era uno specchietto per le allodole. Ma un miracolo strutturale.

Che può ripartire dalla riconciliazione del cittadino con la Politica e le Istituzioni.

Gli elementi sono tre:

  • Lotta alla gerontocrazia: ricambio immediato della classe dirigente. I cittadini non hanno più fiducia in chi li governa .
  • Partecipazione alla vita pubblica: basta, quindi, alla coltivazione del “giardinetto di casa“. Deve esserci un risveglio della coscienza pubblica individuale, della volontà di ognuno di costruire, di dare il proprio contributo, di fare proposte.
  • Regole: per garantire parità di diritti di espressione ed elegibilità.

Tre punti, semplici, essenziali, efficaci.

Vignette, Spot, Red Bull e Rispetto

La censura sullo spot della Red Bull ha portato alcuni visitatori ad esprimere dei giudizi contrari al mio. Visto che tengo particolarmente a questo argomento, pubblico la risposta ai commenti con un post dedicato.

Commento di SoloVangelo:

Il punto è che ormai non si ha più il senso del sacro. Si getta fango su ogni cosa pur di vendere, vendere, e vendere ancora. Non c’è più nulla che venga risparmiato: valori, principi…tutto è buono per essere buttato nell’immondezzaio.

Ed intanto si dimostra di essere degli ignoranti, che non sanno fare bene nemmeno il proprio mestiere, perchè questi pubblicitari parlano per sentito dire: dove c’è scritto che i magi sono quattro? dove è scritto che sono tre? Si rendono conto che colui che canzonano è chi ha dato la vita per loro? Ci si riempie la bocca di vento, e dentro la testa c’è un uragano di aria….ma di sostanza, quella che conta, pochetta.

Tutto questo, senza nemmeno accorgersi che ci si stanno pulendo i piedi su un qualcosa di importanza capitale. Molti non avranno compreso la decisione di interrompere la messa in onda dello spot, e quindi è la classica vittoria di Pirro, però credo al tempo stesso che non si possano tollerare manifestazioni di blasfemia come questa (e come tante altre, piccole e grandi, che però sempre blasfemia sono…)

In altri casi, sulla limitazione di libertà sarei forse stato d’accordo. Ma in questo no. Ormai la misura è colma da troppo tempo.

La mia risposta:
Comincio col dire che riesco a seguirti solo fino ad un certo punto. Mi trovo d’accordo sul fatto che l’obbiettivo di un uomo è quello di essere persona e non solo consumatore. Quindi il concetto di vendita come fine che giustifica i mezzi lo condanno.

Ma basta. Ora io non so se realmente nel nuovo testamento c’è scritto che i magi sono tre quattro o centomila. E non importa.

Perchè se al posto della frase “Nel nuovo tetamento è scritto che i magi sono solo tre” fosse stata inserita la frase “Tutti sanno che i magi sono solo tre”, penso ti saresti sentito offeso ugualmente.

Avere rispetto per una cultura significa rispettarne i valori, i principi fondanti, significa ascoltare cosa ha da dire.

Che c’è di offensivo per la divinità di Cristo l’aver inscenato quella situazione?

E’ come dire che è offensiva la pubblicità della Lavazza con San Pietro, che è offensivo Maurizio Crozza che fa l’imitazione del papa, è offensivo Totò quando interpreta il Monaco di Monza, è offensivo Don Camillo perchè parla con una statua, o le varie fiction in cui molti interpretano preti, suore o monaci. Fanno interpretazione di un sentire popolare.
Faresti una pubblica censura anche su di loro?

In moltissimi film sulla passione di Cristo si vede bene durante la crocifissione un soldato romano che conficca dei chiodi nelle mani di Gesù.
Ma lo sapevi che i romani crocifiggevano i condannati per i polsi e non per le mani, perché altrimenti le mani non avrebbero retto il peso? La tua soluzione quale sarebbe? Eliminiamo tutto?

Da che mondo è mondo l’uomo ha bisogno di sorridere anche su temi molto profondi: è nella natura umana. Serve a rendere la realtà meno pesante, a sentirsi più vicino a situazioni che magari potrebbero sembrare lontane.

Ma lo si vuol capire che la cultura della proibizione, del taglio, della censura, non porta da nessuna parte? Dobbiamo ritornare ai tempi del film “Nuovo Cinema Paradiso” quando prima di proiettare un film americano c’era il prete del paese che tagliava le scene in cui ci si baciava?

Se io fossi stato un cattolico fervente (quale penso tu sia), sarei stato non infastidito, bensì orgoglioso del fatto che la mia cultura non condanni questo genere di cose. E sai perché? Perchè se non mi sento minacciato da uno spot significa che le mie convinzioni sono solide.

Tempo fa ci fu un fatto legato a quello che secondo me è un imbecille, Roberto Calderoli della Lega.

Lui blatera il rispetto per il sacro, per le tradizioni di “Casa nostra”. E poi non si fa tanti scrupoli a mostrare delle vignette su mamoetto con una bomba al posto del turbante oppure a farsi accompagnare da una scrofa mentre passeggia su un terreno che avrebbe dovuto essere destinato ad una moschea. Questa, ad esempio, è incoerenza.

Le vignette su maometto sono state un errore, non per i disegni in sè, ma perchè andavano a “stuzzicare” una cultura che, purtroppo, non è molto in avanti quanto a tolleranza.

Vuoi essere messo sullo stesso piano? Accomodati pure…

Regalo di Natale: ti censuro lo spot

A seguito di alcune polemiche, si è giunti alla censura dello spot di natalizio della RedBull. Io lo pubblico qua e sfido chiunque a trovare qualcosa che rasenti la blasfemia.

Purtroppo gli italiani sono talmente abituati alla censura che ormai nn ci si fa più caso…

Morire di lavoro

E’ uno scandalo che non sia uno scandalo. In Italia si muore di lavoro. Si badi, però, morire al lavoro non è come morire per un incidente qualsiasi. Morire al lavoro significa morire in un ambiente in cui si dovrebbe essere protetti, perché il lavoro porta produttività e porta vita. Non morte.

Dico la verità, non ho visto una risposta concreta dal mondo della politica. Solo i cordogli del caso. Quei giovani che lavorano in fabbriche come la ThyssenKrupp di Torino hanno il diritto di essere tutelati, di non essere solo formiche operaie ai comandi di una regina. Perchè dietro quei giovani ragazzi ci sono giovani famiglie, c’è il futuro dell’Italia insomma.

In questo contesto l’obbligo di dare una risposta viene dalla politica, perché è assodato che se c’è un campo in cui le imprese in Italia tendono a limitare le uscite, un pò per far fronte alla estrema concorrenza del mercato, un pò per risparmiare dei soldi che vanno a far lievitare gli stipendi dei manager, è quello della sicurezza sul lavoro.

Devono esserci controlli e deve esserci anche la certezza della pena, perché chi sbaglia non può eludere la Giustizia per effetto di qualche conoscenza in ambienti che contano.

Forse sono concetti semplici, ma di questi concetti qualcuno se ne è dimenticato. E le conseguenze adesso portano il nome di quei morti.

E’ tempo di cambiare. E’ tempo di Regole.

Prodi e il Dalai Lama

Prodi fa prove tecniche di realpolitik.

Il Dalai Lama ( in esilio per volontà dei cinesi) è in visita ufficiale in Italia ma il presidente del Consiglio ha detto di non poterlo incontrare perché all’estero. Come dire: “Non mi posso permettere di fare un torto ai cinesi, visto che adesso sono loro che trainano l’economia globale”. Eppure la Merkel lo ha incontrato.

E così la Cina, dopo aver beffato il mondo entrando nell’organizzazione mondiale del commercio, pur non rispettando in alcun modo diritti umani universali ( lo sfruttamento del lavoro è all’ordine del giorno) adesso detta anche legge sulla politica interna degli stati d’Europa. O meglio, condiziona quelli che si lasciano condizionare

Il trucco c’è e adesso si vede pure. Il piano nascosto di Putin

Il partito del presidente della Russia Vladimir Putin stravince ( con brogli ) le elezioni col 60% di preferenze. La nuova composizione della Duma consentirebbe a Russia Unita di poter cambiare da sola la Costituzione e prorogare il mandato di Putin, anche a vita. Ma Putin rassicura: dopo il mio mandato non ce ne sarà un altro.

Tratto da La Stampa del 03/12/2007

Il Cremlino ieri ha confermato che, indipendentemente dal risultato elettorale, Putin si dimetterà alla scadenza del suo mandato. Il suo più acceso oppositore, lo scacchista Garry Kasparov, fresco di prigione, ha invece ieri trasformato il suo voto in un atto di protesta: davanti alle telecamere ha iscritto nella scheda il nome del suo partito, «Altra Russia», che non correva alle elezioni, invalidando così il voto. «Le elezioni sono state una farsa, da oggi comincia la dittatura», ha gridato prima di venir cacciato dal seggio.

E infatti questa mattina fa il nome del suo candidato ( successore) alla presidenza, il manager di Gazprom e attuale vicepremier Dmitri Medvedev, apprezzatissimo dai “buoni” salotti finanziari russi. Questo pomeriggio Medvedev dichiara: “Putin con me sarà capo del Governo”. Un bel modo per restituire il favore.

Ricapitolando, il presidente Putin nomina Medvedev come suo succesore alla presidenza, che a sua volta nominerà Putin come capo del Governo. Bello eh? Sembra di stare in Italia.

Avredi da scommettere che adesso la Duma approverà una modifica alla Costituzione che aumenterà i poteri del Capo del Governo. Scommettiamo? 

Il trucco c’è e adesso si vede pure. Il piano nascosto di Putin

Il partito del presidente della Russia Vladimir Putin stravince ( con brogli ) le elezioni col 60% di preferenze. La nuova composizione della Duma consentirebbe a Russia Unita di poter cambiare da sola la Costituzione e prorogare il mandato di Putin, anche a vita. Ma Putin rassicura: dopo il mio mandato non ce ne sarà un altro.

Tratto da La Stampa del 03/12/2007

Il Cremlino ieri ha confermato che, indipendentemente dal risultato elettorale, Putin si dimetterà alla scadenza del suo mandato. Il suo più acceso oppositore, lo scacchista Garry Kasparov, fresco di prigione, ha invece ieri trasformato il suo voto in un atto di protesta: davanti alle telecamere ha iscritto nella scheda il nome del suo partito, «Altra Russia», che non correva alle elezioni, invalidando così il voto. «Le elezioni sono state una farsa, da oggi comincia la dittatura», ha gridato prima di venir cacciato dal seggio.

E infatti questa mattina fa il nome del suo candidato ( successore) alla presidenza, il manager di Gazprom e attuale vicepremier Dmitri Medvedev, apprezzatissimo dai “buoni” salotti finanziari russi. Questo pomeriggio Medvedev dichiara: “Putin con me sarà capo del Governo”. Un bel modo per restituire il favore.

Ricapitolando, il presidente Putin nomina Medvedev come suo succesore alla presidenza, che a sua volta nominerà Putin come capo del Governo. Bello eh? Sembra di stare in Italia.

Avredi da scommettere che adesso la Duma approverà una modifica alla Costituzione che aumenterà i poteri del Capo del Governo. Scommettiamo? 

E anche AN cambia il nome

Per la serie “il nuovo che avanza” anche il partito guidato da Gianfranco Fini ha deciso di seguire la strada del profondo e radicale cambiamento, tracciato da Berlusconi. Spesso un cambio di nome implica un cambiamento di strategia, di ottica, di visione del contesto politico. Così come accadde con Fiuggi (1995) che portò alla nascita di Alleanza Nazionale e al tramonto del MSI, così come la Svolta della Bolognina (1989) che portò alla nascita dei Democratici di Sinistra e alla dissoluzione del PCI.

In quei casi il cambiamento di nome era dovuto alla consapevolezza che era terminata la stagione delle vecchie ideologie, una crisi dei modelli che a cui si ispiravano quei partiti. Adesso il cambio di nome a cosa è dovuto? A quale ideologia ha rinunciato AN oppure quale prospettiva prospettiva insegue?

Il nome del nuovo partito sarà Alleanza per l’Italia.

Elezioni in Russia: un ritorno al tempo dei soviet. La prova video dei brogli

Diciamo pure la verità, in Russia l’autoritarismo non è mai mancato. La rivoluzione d’ottobre e la caduta dello zar Nicola II hanno aperto le porte ad una delle più sanguinarie dittature di stampo comunista. Dopo la perestrojka arriva Boris Eltsin, che ricordo ordinò ai carri armati di puntare e abbattere le mura della Duma, fino ad arrivare oggi a Vladimir Putin. Un ex dirigente del KGB salito al potere.

The House of Freedom ha classificato il Paese come parzialmente libero dal punto di vista della libertà di stampa ( così come l’Italia, lo ricordo). L’omicidio della giornalista Anna Politkovskaya ne è un esempio. Ovunque, raccontano i cronisti, vige la corruzione, la disonestà, gli interessi dei più forti.

Poi ci sono state le elezioni, giudicate ad alto rischio di brogli dall’Ocse (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), che hanno attribuito oltre il 60% delle preferenze al partito di Putin, conferendogli i voti necessari per poter cambiare la Costituzione senza l’appoggio di nessuno.

Ed ora spunta la prova. Video. I voti immessi illegalmente nell’urna sono andati a Russia Unita, il partito del presidente.

Per la cronaca: l’unico a congratularsi con Putin in tutto il mondo occidentale è stato il Presidente francese Sarkozy. Sicuramente se fosse stato al governo Silvio Berlusconi ( per l’amicizia che lo lega a Putin) sarebbero stati in due a fare i complimenti.

Ecco il video


Antonio Tirri
Antonio Tirri
Create Your Badge

Obama Sorry 4 Berlusconi

Twitter Updates

  • Di nuovo in Italia, anche se per poco. E dopo Milano, waiting for Lithuania 5 days ago
  • Esami finiti, qualche intoppo con le europee a Praga e tante città viste in Europa. L'Erasmus sta per finire. Ma è ancora tempo di viaggiare 3 weeks ago
  • Dopo Berlino mi preparo per Monaco di Baviera. Ma prima la Festa del 25 aprile e la fondazione del circolo del PD in Repubblica Ceca. 2 months ago
  • In partenza per Berlino 2 months ago
  • Giornata di sole stupenda! 3 months ago
Sostieni questo sito


MSN: antoniotirri[at]libero.it
Mail: info[at]antoniotirri.it
I giornali di oggi
SkyTg24 Live
Il calendario 2009 dei santi laici

Iniziative