Archivio per 24 Settembre 2007

Università IN prestito: un commento alla proposta Zingales

Luigi Zingales insegna finanza alla Graduate School of business dell’Università di Chicago. È membro dello European Corporate Governance Institute, del National Bureau of Economic Research e del Center for Economic Policy Research. Nel 2003 ha vinto il premio Bernacer per il miglior giovane economista europeo.

In un articolo comparso su L’Espresso e reperibile online a questo indirizzo, Zingales propone un percorso di riforme per aumentare il rendimento del sistema delle università in Italia.

La proposta è: invece di regalare ad ogni studente 18 mila euro di tasse l’anno, basterebbe trasformare questo sussidio a fondo perduto in un prestito. Se gli studenti dovranno restituire il sussidio, chiederanno corsi sempre più qualificati. Ed i professori incapaci resteranno senza mercato. All’obiezione secondo cui questa riforma scoraggerebbe i più poveri, Zingales risponde che si tratta di una falsità. Perché se il sussidio si trasforma in prestito, chiunque ha acceso oggi all’università, l’avrebbe al nuovo sistema.

I motivi per cui non sono d’accordo con quanto detto da Zingales sono diversi.

Innanzitutto credo sia molto meglio istituire un soggetto terzo ( magari una autorità garante) finanziato dal sistema delle tasse universitarie, che in maniera indipendente premi, in termini di ulteriori finanziamenti, gli istituti Universitari che più si distinguono per qualità della didattica, della ricerca e delle strutture. E nello stesso tempo bisogna creare le condizioni per le quali ogni istituto universitario possa fornire una didattica quantomeno a livello delle richieste di mercato. Una sorta di federalismo universitario di tipo solidale.  Altra proposta è quella di creare un meccanismo che consenta di valutare la qualità della didattica del corpo docenti. Un professore molto competente nella sua materia non è detto che sia anche in grado di spiegarla. E’ infatti da premiare la capacità di trasmettere la conoscenza. Da questo punto di vista si è fatto davvero poco. I feedback degli studenti non sono mai presi in seria considerazione, anche se a dire il vero non si hanno sempre tutti i torti. Ed i professori “potenti” finiscono sempre col consolidare la propria posizione dominante all’interno del sistema universitario, nonostante la scarsa disponibilità e propensione all’insegnamento.  Ulteriore proposta è quella di obbligare i docenti ad interfacciarsi con le nuove tecnologie per l’organizzazione e la comunicazione con gli studenti. Sono ancora moltissimi gli istituti in cui gli studenti sono costretti a mettersi in auto e macinare chilometri solo per prenotarsi ad un appello di esame.

In definitiva, non sono convinto che il fattore prestito sia la soluzione ai problemi del sistema universitario italiano. Soprattutto in presenza di un mercato del lavoro che si prefigura sempre più precario e che non valorizza come dovrebbe le competenze che si acquisiscono all’interno dell’Università.  Tra i tanti strumenti che è possibile fornire agli studenti per fare in modo che richiedano corsi sempre più qualificati, quello di caricarli dell’ulteriore onere di un prestito credo non sia per nulla opportuno.


Antonio Tirri
Antonio Tirri
Create Your Badge

Obama Sorry 4 Berlusconi

Twitter Updates

  • Di nuovo in Italia, anche se per poco. E dopo Milano, waiting for Lithuania 1 week ago
  • Esami finiti, qualche intoppo con le europee a Praga e tante città viste in Europa. L'Erasmus sta per finire. Ma è ancora tempo di viaggiare 3 weeks ago
  • Dopo Berlino mi preparo per Monaco di Baviera. Ma prima la Festa del 25 aprile e la fondazione del circolo del PD in Repubblica Ceca. 2 months ago
  • In partenza per Berlino 2 months ago
  • Giornata di sole stupenda! 3 months ago
Sostieni questo sito


MSN: antoniotirri[at]libero.it
Mail: info[at]antoniotirri.it
I giornali di oggi
SkyTg24 Live
Il calendario 2009 dei santi laici

Iniziative