Archivio per 19 Settembre 2007

La risposta al fenomeno Grillo la offre Zapatero.

I media italiani ( non l’Italia ) hanno preso atto da poco tempo che esiste un fenomeno Grillo. C’è una confusione, però, che fanno anche i bravi commentatori, editorialisti e giornalisti. Perché hanno fatto questo ragionamento: al V-Day hanno firmato oltre 300.000 persone——>sul palco del V-Day c’era Beppe Grillo——>Beppe Grillo ha un movimento che conta almeno 300.000 perone. Niente di più sbagliato.Il vecchio Beppe non può essere trattato come il “classico” leader di un movimento. Non lo è. Più che altro è un catalizzatore e uno speaker (con modi a volte discutibili ) di un risentimento verso la mala politica. E’ stato fortunato perché è arrivato per primo e perché ha un minimo di coerenza. Ed è coerente perché non si è mai candidato in prima persona ( e non credo lo farà mai ), i suoi sostenitori non glielo avrebbero mai perdonato. Grillo infatti è stato condannato per omicidio colposo, non può quindi andare contro una proposta di legge che porta la sua firma (anche se non sarebbe difficile trovare un parlamentare che l’abbia fatto ma questa è un’altra storia…). Poi non può commettere lo stesso errore del movimento dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini che incitava alla disattenzione verso il sistema democratico post-fascista e poi scese a patti con la Democrazia Cristiana.

Il sistema politico, sentendosi minacciato dalla popolarità politica di Grillo in campo politico, si è messo a criticarlo. Populista, Qualunquista ( riferendosi al Qualunquismo storico), Demagogico, Inappropriato. Ma le risposte concrete quali sono state? In un Paese dove un libro che denuncia lo schifo del sistema politico vende più di un milione di copie ( quindi sarà almeno letto dal triplo delle persone) io mi preoccuperei di dare almeno dei segnali sul fatto che la politica e il sistema dei partiti possano fare qualcosa. Ma per vedere iniziative belle, popolari e, diciamolo, di sinistra, bisogna andare fuori Italia.

Il Corriere della Sera di oggi riporta che dall’esecutivo di Zapatero viene l’attuazione della proposta di finanziare i giovani dai 22 ai 30 anni che vogliono rendersi indipendenti con un contributo di 220 € mensili per l’affitto di una casa, per ben quattro anni e ne presterà altri 600 per la caparra. Questo per coloro che non superano i 22 mila euro annui di reddito.

Il costo della manovra è di 435 milioni di euro. Cioè 9,5 milioni di euro in meno rispetto a quanto speso dalla Camera dei Deputati solo per la locazione del cosiddetto “complesso Marini” a Roma, senza essere diventata proprietaria neanche del campanello di uno degli appartamenti.

Soldi buttati…


Antonio Tirri
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