La Cina è la nazione che incarna le contraddizioni. Le sue e quelle degli altri Paesi. Ufficialmente comunista, gioca secondo le regole del capitalismo più reazionario. Pone limiti severi alla libertà di espressione eppure l’utenza Internet cresce a ritmo di 20.000 al giorno. Credo sia anche il Paese dell’amnesia. Perché nel momento in cui sono cadute le barriere commerciali, le grandi democrazie occidentali hanno dimenticato che la convenienza economica dei prodotti cinesi deriva soprattutto dal mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e umani in generale. E quello che in Italia si cerca di combattere a tutti i costi, il precariato, per un lavoratore cinese rappresenta il paradiso.
Ora a Pechino si svolgeranno le Olimpiadi del 2008. Come segno di benevolenza, il Governo cinese decise di concedere maggiori libertà di stampa e di espressione. Ufficialmente a gennaio 2007 sono entrate in vigore le nuove regole, più permissive, per i giornalisti ma nulla sembra essere cambiato. Per questo motivo quattro esponenti di Reporter Senza Frontiere hanno organizzato una conferenza davanti la sede del comitato promotore delle Olimpiadi 2008, per chiedere la liberazione delle centinaia di giornalisti e internauti arrestati, distribuendo magliette che mostrano delle manette posizionate a formare i famosi cerchi olimpici.
Perché non si può andare avanti facendo finta di non conoscere i fatti.









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