Cassinelli-Concia: un buon inizio per il Wireless libero

Cercando di portare avanti un progetto di MWN nel Comune di Altavilla Irpina tramite il Forum giovanile, mi sono imbattuto in alcune necessità burocratiche tra cui l’identificazione degli utenti che accedono ad Internet in luoghi pubblici.

In base alle norme contenute nel Decreto Legge Pisanu del 2005 chiunque voglia accedere alla Rete da postazioni pubbliche è tenuto a recarsi dal gestore, consegnare l’originale di un documento di identità, del quale sarà fatta una copia che poi sarà dovutamente archiviata.Basta questo a testimoniare come la normativa italiana sia restrittiva e soffocante, sia per i gestori che sono costretti ad archiviare una mole di documenti, sia per il comune utilizzatore finale. Il favore che gli vien fatto offrendogli a costo zero una soluzione per utilizzare Internet viene pagato in termini di burocrazia.

Scena: un turista viene ad Altavilla Irpina per il tradizionale Palio dell’Anguria e rimane piacevolmente impressionato dal Corteo storico o dalla tradizionale gara dei fantini. Scatta una foto col suo bel palmare di ultima generazione e vuol mandarla ad un amico/conoscente/parente. “Fortuna che c’è una rete wireless aperta” pensa. Poi per accedervi va all’ufficio comunale, presenta la Carta di Identità, copia, timbri e gli vengono rilasciati la username e la password per accedere alla rete. Intanto il Corteo è passato, la corsa è finita e il fantino vincitore è stato anche premiato.

Al di là delle battute è oggettiva la difficoltà da entrambe le parti. Fortuna che un gruppo di “illuminati” hanno sottoscritto la Carta dei Cento per il libero WiFi concretizzata in un disegno di legge presentato dal deputato Pdl Roberto Cassinelli che, nella sostanza prevede cinque punti, che riporto dal sito web dell’autore:

  1. La proposta prevede che, di regola, non si debba ricorrere ad alcuna identificazione dell’utente.
  2. La necessità di identificazione è da considerarsi come l’eccezione e potrà avere luogo solo in ipotesi limitate e stabilite dal Ministro dell’interno.
  3. In queste ipotesi eccezionali, l’utente dovrà avere la possibilità di identificarsi in modo “indiretto” e “prescindendo dall’identificazione fisica”.
  4. Sarà ancora una volta il Ministro dell’interno a dover stabilire nel dettaglio quali modalità di identificazione indiretta adottare. Il testo della proposta di legge, volutamente, non scende nello specifico. In questo modo potenzialmente si consente un numero di possibilità di identificazioni infinite e sempre aggiornate alla tecnica.
  5. Il testo della proposta di legge non parla dell’identificazione tramite carta SIM o SMS. Lo dico perchè c’è chi ha detto che questo sistema penalizzerebbe gli stranieri in Italia e, di fatto, è già consentito anche se poco diffuso. Entrambe le affermazioni sono vere. Infatti, lo ripeto, non si tratta di un contenuto della proposta di legge, ma solo di un esempio di largo consumo che ho voluto fare per far capire quale potesse essere un metodo di “identificazione indiretta che prescinde dall’identificazione fisica”.

Va senza dire che ritengo la proposta un punto di partenza concreto per affrontare la questione, ma non è stato così per tutti. Il mio amico Mattia, si è lamentato del fatto che si tratti di una proposta troppo generica, che il sistema di identificazione tramite SIM sia facilmente aggirabile e che non viene proposta una soluzione concreta nel corpo della proposta di legge per l’identificazione dell’utente. Non sono d’accordo. Fossilizzare la legge su un singolo metodo per il riconoscimento utenti la rende nei fatti già vecchia e poco aperta a nuove tecniche per la identificazione stessa.

Più che fare critiche sulla esaustività del disegno di legge io mi concentrerei sul primo punto. Si parla di mettere in campo misure per il riconoscimento degli utenti solo in determinate situazioni. Immagino che ci si riferisca al caso di reti pubbliche in grandi città, dove sia più probabile trovare un terrorista che, tramite Internet, si informa su come fabbricare un esplosivo o si mette in contatto con i suoi compagni di attentato. In un paesello dell’Irpinia o della Brianza la situazione dovrebbe essere diversa. Perché? I terroristi si possono spostare.

Il sistema delle SIM è buono dal punto di vista delle intenzioni: utilizzare un metodo di identificazione indiretta. Allora perché non inasprire i controlli sulle SIM? Se è vero, come è vero, che un numero come quello delle carte di credito possa essere univoco ed utilizzato per operazioni sensibili come il trasferimento di denaro, perché non utilizzare il numero della carta di identità per la identificazione alla stregua di un numero di carta di credito?

Altra questione. Contestualmente all’attivazione della Rete Wireless, io gestore essere sottoposto ad una serie di lungaggini amministrative in realtà poco utili. La registrazione al ROC, la richiesta di autorizzazione alla Questura e l’obbligo di tener traccia di tutti i dati che riguardano ogni singolo utente. E’ questo che davvero fà da ostacolo alla nascita di reti come quella che si sta cercando di fare ad Altavilla oppure solo il fatto di dover fotocopiare un documento per ogni utente? E’ qui che si dovrebbe intervenire in modo mirato e deciso.

La crisi della politica e il ruolo dei Forum

Il ‘68 è passato, la guerra fredda pure. Sono lontani i tempi in cui le sezioni di partito erano piene, strapiene di gente che aveva voglia di discutere, di partecipare. In ballo c’era il tema della libertà. Sono lontani quei tempi in cui per un ideale la gente riempiva le piazze, o si dava fuoco davanti alle macchine da guerra. Forse oggi di libertà ce n’è talmente tanta che la gente non sa che farsene e la sottovaluta di propria iniziativa.

Adesso ci si è ridotti a protestare contro un Presidente del Consiglio che, quantomeno, si definisce liberale ma uccide nei fatti la concorrenza. Una protesta che talvolta assume toni talmente superficiali da portare ad un unico risultato: non avere più nulla per cui manifestare una volta che il grande avversario sarà andato via (prima o poi capiterà, clonazione permettendo).

Già immagino quel giorno. Una parte del Parlamento si sveglia la mattina e pensa: “Cazzo, e adesso che faccio?”

Poi ci sono quelli  “Con la coscienza a posto”. Quelli che pensano basti avere la tessera di un partito di Sinistra per stare automaticamente dalla parte del Bene, del debole, dell’indifeso, di tutti i senza-diritto. E in nome di questa convinzione si piegano al peggio, si lasciano inquinare dai meccanismi delle nomine a oltranza, delle quote, delle correnti, delle spartizioni che interessano tutti i campi. Poco importa se si tratti di una somma di danaro o di una delega alle attività varie ed eventuali.

Una volta chi aveva un’ideale si iscriveva ad un partito, partecipava alle assemblee cittadine, parlava, discuteva, faceva un po di gavetta. Se poi era un tipo valido veniva votato, poteva far carriera, andare in provincia, in regione, al Parlamento e oltre. Oggi questi spazi non ci sono. O almeno non sono più come prima.

I partiti diventano meccanismi sempre più staccati dalle realtà locali, autoreferenziali e malvisti. Figurarsi poi se organismi del genere prevedono spazi concreti per i giovani. Magari li prevedono, ma ancor più chiusi e settari. Parliamoci chiaro, che tipo di crescita può avere un giovane se lo si trasforma in macchina ricercavoti?

Soluzione. La più banale passa attraverso il rinnovamento dei partiti, un rinnovamento che difficilmente potrà arrivare se sono già le nuove leve a ragionare con schemi vecchi. Sarò di parte, ma la risposta può arrivare dai Forum. Una realtà relativamente nuova, di cui non tutti hanno ancora capito le reali potenzialità, e forse per questo non ancora così inquinata. Una realtà che offre l’opportunità di confrontarsi da subito con bandi, progetti, regole, finanziamenti e attività che hanno un impatto immediato sulla società civile. Che poi sarebbe una bella invasione di campo nelle competenze dei Partiti.

Quindi il Forum come trampolino di lancio per la politica? L’idea non sarebbe male. Formarsi le ossa in un ambiente del genere  aiuterebbe a rendere meno rare due importanti caratteristiche: competenza e pragmatismo.

 

I come Ignoranza

Le famose tre I dell’esecutivo (Internet, Inglese, Informatica) si sono ridotte ad una. I come Ignoranza.

Da hwupgrade.it

“Il Parlamento Europeo ed il Consiglio dei Ministri hanno trovato un accordo su un importante pacchetto di riforme nell’ambito delle telecomunicazioni. Nel pacchetto si parla, inoltre, dell’accesso ad Internet come un diritto della persona”

Dunque, l’Europa si pronuncia ufficialmente a favore di Internet, addirittura inserendolo tra i diritti fondamentali della persona. Certo senza Internet si vive lo stesso, non è come l’acqua, non è come il cibo. Ma in una società come quella in cui siamo immersi, cosa costerebbe vivere senza Internet? Significherebbe essere tagliati fuori da un sistema dell’informazione meno sottoposta ad egemonie di questo o quel potentato, significa rinunciare a tutta una serie di “strumenti” di espressione, significa precludersi la possibilità di rimanere in contatto con persone a km di distanza senza spendere una cifra. In questo senso è un diritto fondamentale, così come è fondamentale il diritto all’istruzione, il diritto alla cultura.

Mentre l’Europa sceglie la sua direzione, ovviamente il Governo Italiano prende la direzione opposta:

http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=11306

Tagliati gli ottocento milioni di euro destinati al superamento del digital divide. E non mi si dica che è colpa della crisi, si tratta di una manovra che ha lo stesso sapore del taglio ai fondi dell’università.

Un commento alle Primarie

Tabella relativa al 91% dei seggi
Bersani
Franceschini
Marino
regione
seggi
%
assoluto
%
%
%
assoluto
%
ABRUZZO
278
88,00%
30.140
50,23%
22.145
36,91%
7.720
12,87%
BASILICATA
188
100,00%
35.828
56,30%
22.664
35,62%
5.141
8,08%
ALTO ADIGE
20
100,00%
3.000
52,57%
1.687
29,56%
1.020
17,87%
CALABRIA
365
81,00%
69.903
72,70%
21.963
22,84%
4.291
4,46%
CAMPANIA
840
100,00%
176.519
60,52%
95.148
32,62%
19.989
6,85%
EMILIA-ROMAGNA
1.040
100,00%
206.909
53,44%
133.656
34,52%
46.582
12,03%
FRIULI VENEZIA GIULIA
205
100,00%
23.346
45,42%
20.078
39,06%
7.979
15,52%
LAZIO
655
88,00%
119.204
45,45%
97.093
37,02%
46.000
17,54%
LIGURIA
314
100,00%
44.813
51,36%
28.345
32,49%
14.097
16,16%
LOMBARDIA
1.025
73,00%
137.878
53,13%
78.216
30,14%
43.405
16,73%
MARCHE
386
100,00%
43.085
50,74%
30.089
35,44%
11.731
13,82%
MOLISE
93
90,00%
9.788
70,31%
4.134
29,69%
0
0,00%
PIEMONTE
535
100,00%
83.628
53,61%
45.480
29,16%
26.871
17,23%
PUGLIA
262
77,00%
47.832
55,92%
30.609
35,79%
7.093
8,29%
SARDEGNA
451
100,00%
41.837
58,27%
20.475
28,52%
9.482
13,21%
SICILIA
391
79,00%
70.223
46,73%
64.090
42,65%
15.965
10,62%
TOSCANA
1.053
100,00%
131.842
46,71%
112.367
39,81%
38.043
13,48%
TRENTINO
74
100,00%
11.003
55,04%
6.283
31,43%
2.704
13,53%
UMBRIA
105
28,00%
11.240
51,74%
7.818
35,99%
2.667
12,28%
VALLE D’AOSTA
36
100,00%
1.140
48,99%
796
34,21%
391
16,80%
VENETO
655
100,00%
90.523
52,92%
56.547
33,06%
23.984
14,02%
TOTALI
8.971
91,00%
1.389.681
52,95%
899.683
34,28%
335.155
12,77%

E alla fine la spuntò Bersani. E nessuno è rimasto sorpreso. Quindi innanzitutto tanti auguri al nuovo segretario del Pd, con la speranza che sappia fare meglio di Veltroni e Franceschini dal punto di vista dell’incisività dell’opposizione. Io ho sostenuto Ignazio Marino per una serie di mille ragioni che non sto qui a ripetere, l’ho scritto su questo blog, su facebook e l’ho detto a chiunque abbia intrapreso una discussione politica con me. Mi sarei aspettato un risultato un pò più incoraggiante, attorno al 20%, ma anche il 12,5% non è certo un risultato da buttar via.

Quello che chiederei a Bersani è un Pd che posso descrivere con quattro aggettivi:

  1. Chiaro nelle scelte. Sui temi etici, sulla politica economica, sulle ricette per affrontare il problema del precariato nel mondo giovanile. Non devono essere generati equivoci.
  2. Coerente con le posizioni assunte. Questo significa eliminare quelle schizofrenie come le liste bloccate, tanto criticate nell’ambito della legge elettorale per le elezioni politiche e poi spudoratamente riproposte alle primarie. L’opposizione all’attuale governo non può essere fatta solo con le dichiarazioni ai telegiornali, ma soprattutto in Parlamento e nelle piazze. Eventi come quelli legati alla proposta di legge contro l’omofobia di Paola Concia o con lo scudo fiscale non devono più accadere. Il Pd deve essere coerente anche con l’indirizzoche lo ha visto nascere al Lingotto. Siamo e restiamo un Partito a vocazione maggioritaria, non un partito socialdemocratico rinnovato. Dobbiamo essere nei fatti un Partito che combatte la criminalità organizzata nei fatti, un partito che non si può permettere di incassare l’appoggio di Rosaria Capacchione alle europee per poi lasciarla sola durante la campagna elettorale, ua solitudine che le è costata cara, Clemente Mastella è riuscito a smobilitare più persone. Coerente in sede Europea. Bisognava votare contro la riconferma di Barroso.
  3. Presente non solo in televisione ma in Parlamento, nelle fabbriche, tra quei piccoli e medi imprenditori che costituiscono l’ossatura dell’italia. Presente e radicato sul territorio.
  4. Aperto al contributo di quelli che non sono i brontosauri del partito. Ma non solo dal punto di vista anagrafico. Chiunque abbia idee valide deve essere messo nelle condizioni di poter acquisire velocemente visibilità nel Pd.

Probabilmente è chiedere troppo, ma non ci sono soluzioni alternative alla crisi che ha avuto il Partito Democratico. E il dato dell’affluenza alle Primarie mi fa pensare che l’elettorato non abbia perso la fiducia.

La preoccupazione che vorrei venisse smentita dai fatti è che con Bersani si riapra la stagione degli accordi sottobanco,  delle alleanze omnicomprensive e in funzione antiberlusconiana. Questo no, non deve accadere.

Una nota a Ignazio Marino: Le regioni del sud Italia hanno mostrato di recepire le istanze della mozione e ti hanno preferito con un certo numero di voti. Tra queste regioni, fatta eccezione per la Calabria, la Campania è sicuramente quella che ha visto il risultato peggiore per la mozione Marino. Probabilmente la scelta del coordinatore regionale non è stata la migliore.

Bersani Franceschini Marino schede bianche e nulle
regione seggi % assoluto % % % assoluto % assoluto %
ABRUZZO 278 88,00% 30.140 50,23% 22.145 36,91% 7.720 12,87% 696 1,10%
BASILICATA 188 100,00% 35.828 56,30% 22.664 35,62% 5.141 8,08% 2.543 3,80%
ALTO ADIGE 20 100,00% 3.000 52,57% 1.687 29,56% 1.020 17,87% 79 1,40%
CALABRIA 365 81,00% 69.903 72,70% 21.963 22,84% 4.291 4,46% 1.547 1,60%
CAMPANIA 840 100,00% 176.519 60,52% 95.148 32,62% 19.989 6,85% 9.205 3,10%
EMILIA-ROMAGNA 1.040 100,00% 206.909 53,44% 133.656 34,52% 46.582 12,03% 4.814 1,20%
FRIULI VENEZIA GIULIA 205 100,00% 23.346 45,42% 20.078 39,06% 7.979 15,52% 843 1,60%
LAZIO 655 88,00% 119.204 45,45% 97.093 37,02% 46.000 17,54% 3.333 1,30%
LIGURIA 314 100,00% 44.813 51,36% 28.345 32,49% 14.097 16,16% 979 1,10%
LOMBARDIA 1.025 73,00% 137.878 53,13% 78.216 30,14% 43.405 16,73% 2.989 1,10%
MARCHE 386 100,00% 43.085 50,74% 30.089 35,44% 11.731 13,82% 885 1,00%
MOLISE 93 90,00% 9.788 70,31% 4.134 29,69% 0 0,00% 1.011 6,80%
PIEMONTE 535 100,00% 83.628 53,61% 45.480 29,16% 26.871 17,23% 2.398 1,50%
PUGLIA 262 77,00% 47.832 55,92% 30.609 35,79% 7.093 8,29% 1.873 2,10%
SARDEGNA 451 100,00% 41.837 58,27% 20.475 28,52% 9.482 13,21% 1.521 2,10%
SICILIA 391 79,00% 70.223 46,73% 64.090 42,65% 15.965 10,62% 2.820 1,80%
TOSCANA 1.053 100,00% 131.842 46,71% 112.367 39,81% 38.043 13,48% 3.131 1,10%
TRENTINO 74 100,00% 11.003 55,04% 6.283 31,43% 2.704 13,53% 701 3,40%
UMBRIA 105 28,00% 11.240 51,74% 7.818 35,99% 2.667 12,28% 304 1,40%
VALLE D’AOSTA 36 100,00% 1.140 48,99% 796 34,21% 391 16,80% 18 0,80%
VENETO 655 100,00% 90.523 52,92% 56.547 33,06% 23.984 14,02% 1.730 1,00%
TOTALI 8.971 91,00% 1.389.681 52,95% 899.683 34,28% 335.155 12,77% 43.420 1,60%
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risultati primarie 2009 bersani candidato franceschini candidato marino candidato primarie bersani segretario

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Noi, la Rete

Come ho già scritto in precedenza lo scorso 3 di ottobre ho partecipato ad una tavola rotonda con Ignazio Marino e altri esperti di cultura digitale, per relazionare un documento che è stato ufficialmente presentato a integrazione della Mozione Marino.

Allego il documento e il comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA

“NOI, LA RETE”

IL DOCUMENTO DELLA MOZIONE MARINO PER FAVORIRE LA DIFFUSIONE DI INTERNET E DEI NUOVI MEDIA

In seguito a un incontro tenutosi poche settimane fa tra Ignazio Marino e un gruppo di esperti e studiosi di media digitali abbiamo scritto un documento che contiene alcune proposte concrete per favorire la diffusione di internet e l’uso delle tecnologie digitali.

Il documento “Noi, la Rete”, oltre ad arricchire la mozione Marino su questi temi, traccia alcune linee guida che vorremmo venissero portate avanti all’interno del Pd aldilà del risultato alle Primarie del 25 ottobre.

Tra le proposte esposte nel documento:

1-    Il superamento della retorica del digital divide a favore di un impegno concreto per la diffusione della banda larga come bene universale su tutto il territorio nazionale, accompagnata da una adeguata media literacy, ovvero, la diffusione di una vera e propria cultura digitale a partire dalla scuola pubblica.

2-    La difesa della libertà d’espressione in rete, soprattutto in seguito alle recenti proposte di legge che vogliono mettere un bavaglio alla circolazione di contenuti o creare nuovi conflitti di interesse. Non servono nuove leggi sulla rete, serve al contrario una “Carta dei diritti”. Inoltre, occorre difendere la neutralità della rete respingendo nettamente la creazione di corsie preferenziali per flussi di dati privilegiati.

3-    Nuove modalità di remunerazione per un mercato dei contenuti dove le regole di produzione e distribuzione sono oggi rivoluzionate. Occorre ridimensionare rendite di posizione ormai superate e decriminalizzare il consumo amatoriale di beni protetti da diritto d’autore.

4-    Realizzare una pubblica amministrazione efficiente e trasparente che grazie alle tecnologie digitali realizzi la piena accessibilità degli atti pubblici. Un’amministrazione che sceglie di investire sul software open source, con un evidente risparmio di risorse e una maggiore valorizzazione del know how pubblico.

Primarie, che tristezza l’Italia

Le vere Primarie

Le vere Primarie, confronto alla CNN

Ieri si è svolto (finalmente) il confronto tv tra i candidati alla segreteria del Partito Democratico. Mentre lo guardavo, in differita, pensavo: che tristezza.

Non tanto per i contenuti, non tanto per i toni. Il confronto in realtà c’è stato. I tra se la sono suonata di santa ragione. Ignazio Marino si è tolto un pò di sassolini dalle scarpe, facendo emergere i lati contraddittori dei due competitors. Ma anche Bersani, che ai buoni propositi di Franceschini di fare una opposizione “dura e pura” ha ricordato come ad avviare la stagione del “dialogo dei ma anche” fosse stato proprio lui assieme a Veltroni.

La tristezza è un’altra. E mi viene pensando alle primarie negli Stati Uniti. Ricordo che in Italia non si parlava d’altro nei TG, ricordo che sul web impazzavano i sondaggi della Gallup, ricordo che le televisioni facevano a gara per ospitare il confronto tra i candidati.

Confronto che non si teneva solo sulla webtv del Partito Democratico che, diciamoci la verità, in Italia nessuno guarda. Ma sulla CNN. Ripeto, sulla CNN. Probabilmente la più importante (sicuramente la più famosa) emittente statunitense per quanto riguarda le news e la politica.

In Italia, invece, si è relegato tutto ad una tv di nicchia. E questo perché? La risposta è naturale quanto la domanda: per nascondere l’eventuale successo del candidato outsider Marino (che c’è stato).

Queste primarie all’italiana non vanno bene: liste bloccate, confronti su emittenti che nessuno guarda. Franceschini e Bersani hanno voluto un confronto come quello che c’è stato. Ignazio Marino l’aveva richiesto a Ballarò, Porta a Porta, sulle tv nazionali insomma. Lo dico perché me l’ha detto lui.

Se questa è la gestione del momento più democratico del partito, come si può pensare che, una volta eletti, Franceschini o Bersani, possano portare il cambiamento?

Io non l’ho capito, spiegatemelo un pò.

Signori, la democrazia

Sono stato uno dei sostenitori di Ignazio Marino sin dalla prima ora. Sono convinto che la sua mozione sia la soluzione ai problemi del Partito Democratico e ai problemi di quest’Italia malata di Berlusconismo.

Ma non credevo si potesse arrivare a tanto. Il primo di ottobre ricevo una mail da Flaminia Spadone dello staff di Marino. Hanno letto questo blog e hanno ritenuto di chiamarmi per una discussione a porte chiuse sui temi della Rete. L’incontro è il 3 ottobre. Lo stesso giorno della manifestazione per la libertà di Informazione. Due piccioni con una fava, ho pensato. E ci vado.

Invitati illustri, devo dire. Professori, Giornalisti, Giuristi. Ho discusso con Ignazio Marino ma anche con Flaminia Spadone, Guido Scorza, Ernesto Belisario, Sergio Maistrello, Stefano Quintarelli, Vittorio Zambardino, Francesca Comunello, Antonio Tursi, Elvira Berlingeri, Stefano Minguzzi, Giovanni Boccia, Alessandro Gilioli, Lorenza Parisi, Paolo Guarino, Luca Di Ciaccio, Martino Bellincampi, Riccardo Camilleri e Alberto Marinelli.

Un dibattito vivace, a cui presto seguirà un documento che andrà ad integrare la mozione Marino sui temi della Rete. Che naturalmente diffonderò. Cos’è questa se non democrazia? Creazione di opportunità per tutti, aprirsi agli esperti, aprirsi ai blogger.

Ho notato una differenza abissale tra Roma e il modello locale. Lì si valorizzano i meriti, qui si valorizzano i guinzagli. Ma un barlume di speranza me l’hanno dato. In fondo, a 25 anni, se hai già perso le speranze sei finito ancor prima di partire. ;-)

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Le Primarie del Pd

Riporto il testo di un articolo per me illuminante, comparso su “Il Fatto Quotidiano” del 29 settembre, a firma di Luca Telese (l’ideatore e conduttore di Tetris, per intenderci)

PD A MACCHIA DI LEOPARDO: IL PARTITO CHE NON C’E’

Dopo il primo giro di boa Bersani all 53% Franceschini al 38% Marino all’8% (ma decisivo). Al sud il voto d’opinione non si vede

Dice Furio Colombo: “il Partito Democratico non proietta l’ombra”. Una immagine folgorante, per spiegare il paradosso di un congresso che non produce dibattito nel paese, di una conta che scandisce il suo appello nella stanze chiuse. Sabato e domenica si è celebrato il turno più importante si è votato in centinaia di sezioni. E cosa si scopre di nuovo? A prima vista poco.
Un voto ai raggi X. In realtà molto, su di un partito che viene passato ai raggi X di una prova elettorale. Pierluigi Bersani (per ora) vince bene con il 53%. Dario Franceschini perde, sorprendentemente con il 38%, anche se non è del tutto fuorigioco. Ignazio Marino, con il suo 8% ormai consolidato (forse di più), entra nel ballottaggio a tre ed è destinato a diventare il king maker. Perchè? Per due motivi: perchè se nelle primarie con i cittadini Bersani non raggiungerà la soglia del 51%, i voti dei suoi delegati saranno determinanti per eleggere il vincitore della sfida. E poi perchè i numeri regione per regione dimostrano una grande potenzialità di consenso fuori dagli apparati, diventano il paradigma del congresso, e sono per certi versi clamorosi. Percentuali sballate. Ad esempio. Il chirurgo ottiene in tutte le città da Roma in su percentuali fra il 20 e il 30% (con punte del 35%). Mentre invece precipita al 3% e rotti in Puglia, Calabria, Campania. In tutto il Sud si è prodotto un risultato a macchia di leopardo”. Dove i signori delle tessere sono a favore di Franceschini, i voti si riversano sul segretario. Dove accade il contrario le percentuali si ribaltano. In pratica è stato cancellato il voto di opinione.

Continua a leggere ‘Le Primarie del Pd’

Ridicolo Parte 2

Con tutti i video che ci sono in giro c’è tutto il materiale per aprire una bella rubrica.

Giancarlo Gentilini, prosindaco di Trevisto.

Quello che voleva vestire gli immigrati da leprotti e spararli “pim pim” col fucile.  Quello del “Basta islamici, ritornino al loro Paese”

Chi è leghista?

Ridicolo

“Le chiacchiere non bastano a crocefiggere una persona o meglio, bastano, sono bastate solo nel caso di due persone: Gesù Cristo per certi suoi miracoli e più recentemente Silvio Berlusconi per certi suoi giri di valzer con signore per la verità molto disponibili”

Da Il Giornale – Autore: Gabriele Villa

Dannati

La notizia della chiusura della Grotta Azzurra è stata un pugno allo stomaco. Forse perché è l’ultimo e più significativo segnale che le cose in Campania non vanno bene per niente. E bisogna correre ai ripari.

Questa “gente” non si rende conto di vivere in uno dei luoghi più belli del mondo. Vorrebbero rovinare tutta la Campania così come stanno rovinando Napoli,  inquinando il territorio sversando la monnezza nelle cave, contaminando le falde acquifere. Vermi e schiuma sulle spiagge campane perché il depuratore di Cuma ha smesso di funzionare.

Mozzarella alla diossina, perché quelle povere bufale chissà quali sostenze tossiche ingeriscono. E ora la notizia di qualche sprovveduto che riversa bottiglie di vetro nei fondali di Capri o qualche ristoratore che sversa liquami nel mare vicino la Grotta Azzurra. Proprio lui, che del turismo ci vive. Si può essere più miopi?

Non capiscono che ad essere colpiti sono loro stessi, i propri figli e la loro prospettiva di vita in queste zone. Perché tolto il buon cibo, tolti i vini, tolte le bellezze del mare e della montagna, tolto il turismo, la Campania muore.

Ma non solo. Quando si sentono storie di camorra, corruzione, mala sanità, mala politica, disoccupazione, la risposta che un campano o un napoletano ti può dare è intonare una canzone e dire “Basta ca ce sta ‘o sole, ca c’è rimasto ‘o mare…”. E’ la terra che consola. E adesso vogliono toglierci anche questo.

Sul Mattino di oggi dice Crescenzio Sepe, cardinale e aricivescovo di Napoli «Dannati quelli che vivono di camorra, sopraffazione, prepotenza. Dannati quelli che non prestano soccorso ai naufraghi che perdono la vita».

Io aggiungerei all’elenco anche questi usurpatori del territorio.

Living Krakow

a

A Cracovia sono stato due volte, una prima durante l’Erasmus e adesso questo weekend per una visita preliminare con annesso scambio culturale.

Questa città non finisce mai di sorprendermi. E’ vero che un altro pò ti trovi una statua o una immagine di Giovanni Paolo II anche davanti agli StripClub, ma la vita della città, l’atmosfera è stata bellissima. I locali notturni sono caratteristici, spesso usano immagini e poster del periodo socialista come decorazioni. Non è raro trovare qualche pezzo della Polski Fiat a fare da ornamento. Da quello che mi dicevano i miei amici polacchi, Cracovia sta diventando meta di una strana tradizione. Vengono da ogni parte d’Europa ( soprattutto UK e Germania) a celebrare in questi locali le feste di addio al nubilato e al celibato. Tutto in questi bellissimi locali.

Mi sa che quando sarà il momento un pensiero ce lo farò anchio ;)

Anche l’Iran canta Bella Ciao

Neanche a farlo apposta, il giorno del mio compleanno sul blog iraniano Brooding Persian, sito di opposizione al regime di Ahmadinejad, è comparso un video sulla liberazione ispirato al noto Bella Ciao della Resistenza italiana

Fa sempre piacere che il Made in Italy sia anche sinonimo di libertà talvolta

Il vento sta cambiando

La Gendarmerie Nationale, la polizia francese, ha risparmiato 50 milioni di euro con la transizione all’open source, in particolare usando OpenOffice della Sun.
E sulla scia delle amministrazioni pubbliche di Monaco, Vienna, Bolzano e Berlino, anche l’Università di Verona ha già annunciato il suo passaggio a Linux con il progetto “Osa”, assieme a molte scuole superiori italiane.

Quando “oserà” anche l’Università di Napoli?

Ignazio Marino Segretario del PD

marino

C’è chi per schierarsi aspetta l’ultimo momento, magari una proposta, un’offerta, o magari attende che lo faccia qualcun altro prima di lui in modo da potersi accodare. Questo accade soprattutto all’interno dei partiti.

Ma io che all’interno di un Partito ci sono, agisco diversamente. Non ho potenti da inseguire (forse sono troppo orgoglioso) e ho una certa coerenza da mantenere. Alla coerenza ci tengo.

E per coerenza con la mia idea di Partito Democratico, con la mia visione di società,  ho deciso, a tre mesi dalle elezioni, che alle Primarie voterò Ignazio Marino.

Perché per un leader di un partito oggi non è semplice dire che non si vogliono condannati in Parlamento o che si vuol risolvere in maniera definitiva il Conflitto di Interessi o che un Paese civile debba avere una regolamentazione per il testamento biologico e le unioni di fatto. Libera informazione, accesso gratutio alla Banda Larga. Posizioni chiare, semplici, come dovrebbe essere qualsiasi proposta politica. Ma soprattutto temi che non vengono toccati  dagli altri candidati per paura di offendere i teodem o i potenti di turno. Sostenere un progetto di Partito Democratico che vada oltre l’eterno duello Veltroni-D’Alema (leggi Franceschini-Bersani) significa, oggi, sostenere Marino.

Ad oggi voteranno Ignazio Marino personalità come:

Furio Colombo, Piergiorgio Odifreddi (ha ripreso la tessera del Pd solo per votare la sua mozione), Paolo Flores d’Arcais, Ivan Scalfarotto, Beppino Englaro, Goffredo Bettini, Carlo Bernardini, Roberta De Monticelli, don Paolo Farinella, Maurizio Maggiani, Valerio Magrelli, Telmo Pievani, Lidia Ravera.

Qualche link interessante:

Presentazione programma

Programma

Pd: istruzioni dettagliate per estromettere i dirigenti con cui “non vinceremo mai” di Paolo Flores D’Arcais

Furio Colombo a sostegno di Ignazio Marino

PD: Que se vayan todos! di Paolo Flores D’Arcais

Odifreddi: Marino per tre buone ragioni

Appello: “Con Ignazio Marino liberiamo il Pd dalla Nomenklatura”

Conferenza Stampa di Andrea Forgione e telefonata di Beppe Grillo

E’ ufficiale, Berlusconi va a puttane

Quando si parla di queste cose, la prima accusa che uno si becca è quella di essere un moralista. Io moralista non lo sono, ho difetti come chiunque, forse qualcuno in meno di Silvio Berlusconi. Però da cittadino pretando che chi mi rappresenta, anche per i privilegi di cui gode, abbia quel decoro personale che si addice ad un uomo di Stato, oltreché naturalmente, pretendere una certa coerenza con i disegni di legge del suo Governo

Voglio, quindi, che si sappia il più possibile ciò che è stato pubblicato oggi da Repubblica e che i giornali internazionali danno per certo da tempo.

Ottobre 2008. Prima di andare a Palazzo Grazioli Gianpaolo Tarantini e Patrizia D’Addario si mettono d’accordo sulla serata a casa del premier

Gianpaolo Tarantini: Allora…

Patrizia D’Addario: Mi volevi parlare?

GT: Non volevo parlare, volevo dirti… che alle nove e un quarto vi passa a prendere l’autista e andiamo lì…

RAGAZZA: Andiamo lì… poi se lui decide rimani lì

PD: … E mille per la serata

GT: Mille ora già te li ho già dati… poi se rimani con lui… ti fa il regalo solo lui… ah… vedi che lui non usa il preservativo… eh

PD: Ma non esiste una cosa senza preservativo… come faccio a fidarmi?

GT:Ma… è Berlusconi…

PD:Ma tu chi sei? Guarda che… sai quanta gente è rimasta…

GT:Sai quanti esami fa lui?

PD: Lo so, ma… sai… per noi donne è anche più bello… voglio dire… ma sentire una cosa del genere…

GT: Tu puoi decidere, però lui non ti prende come escort, capito? Lui ti prende come un’amica mia che ho portato…

I veri democratici

C’è chi, pur avendo idee di centrosinistra, preferisce astenersi dalla vita politica.

Il motivo principale è la mancanza di fiducia, la perdita della speranza, la consapevolezza che tutto rimanga così come è, in mano ai signorotti locali e ai baroni nazionali.

Oggi abbiamo avuto la conferma che qualcosa può cambiare. Il popolo del Pd spesso si rivela migliore di un certo tipo di dirigenza, della dirigenza dei NO, della dirigenza dei veti. Stavolta l’esempio ci viene dal circolo del Pd di Paternopoli, un paesino della provincia di Avellino. A portarlo avanti è un gruppo di coraggiosi democratici guidati dal segretario Andrea Forgione.

L’idea è stata semplice quanto geniale: tesserare Beppe Grillo, in modo da consentire la sua partecipazione alle primarie del Partito Democratico. Contro i veti della dirigenza.

Oggi sono andato ad Avellino ad intervistarlo, per garantirgli il supporto del Circolo del PD di Altavilla Irpina e per rinnovargli la solidarietà contro chi è saltato sulla scialuppa democratica solo per ottenere qualche poltrona.

Il Pd ha bisogno di gente come lui, il Pd ha bisogno di gente democratica. Per andare avanti

Partito male

Beppe Grillo

Beppe Grillo

C’è l’eterna crisi del Pd, ci sono le primarie, c’è Adinolfi, Bersani, Franceschini, Marino… e c’è anche Beppe Grillo.

O meglio, dovrebbe esserci anche Beppe Grillo. Lui l’iscrizione l’ha richiesta. Ma la tessera non gli è stata consegnata, per questa ragione:

“Non e’ possibile la registrazione di Beppe Grillo nell’anagrafe del Pd poiche’ egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al Pd. La delibera verra’ resa nota sul sito nei prossimi giorni”.

La decisione di non permettere la candidatura di Beppe Grillo è una grande fesseria:

1. Nel Pd ci sono persone che in passato hanno assunto posizioni estremamente distanti da quelli che sono i valori del partito e del centrosinistra. Basti pensare a Marco Follini. Se si arriva ad imbarcare  il vicepremier del Governo Berlusconi, con quale coraggio si impedisce il tesseramento di un individuo che di certo non ha idee di destra?

2. Non credo che Grillo avrà serie possibilità di vincere. Inoltre il suo tesseramento avvicinerebbe al Partito tutto quel  popolo che si riconosce nel sano attivismo civico. Il Pd ha bisogno del contributo di questo grande popolo che dia impulso al ricambio generazionale che non c’è stato e che ha consegnato l’Italia a Berlusconi e alla destra.

3. Il contributo di Grillo eviterebbe l’appiattimento culturale del partito, garantirebbe vivacità nel dibattito e porterebbe all’ordine del giorno degli argomenti che magari risultano scomodi per tutta la dirigenza attuale del Pd.

4. Eviterebbe il plebiscito per un solo candidato, cosa che si è rivelata dannosa per Veltroni. In tutte le altre competizioni si vede che la vittoria arriva anche con scarti molto bassi. Basti pensare allo scontro Clinton-Obama alle primarie del Pd in USA. Un plebiscito uccide il dibattito. La reale competizione, invece, genera interesse.

Tra i candidati alle primarie solo Mario Adinolfi e Ignazio Marino non si sono dichiarati contrari alla candidatura di Beppe Grillo alla segreteria. Sono sinceramente dispiaciuto per la contrarietà espressa da Bersani.

Che sia un segnale su chi votare?

Il Borghezio in pectore

Non so perché ma non mi meraviglio.

Stamattina circola in rete questo video, il protagonista è il deputato Matteo Salvini e il video risale alla festa di Pontida del 13 giugno 2009.

Salvini sembra voler ricalcare le orme dei suoi nobili padri legacostituenti Mario Borghezio o Giancarlo Gentilini. E così dopo la geniale idea degna di nobel di riservare i posti sui mezzi pubblici ai milanesi [articolo] arriva con lo slogan:

« “Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani…”. E poi “Son colerosi e terremotati… Con il sapone non si sono mai lavati…” »

Ora non voglio fare l’ipocrita, spesso è capitato anche a me di inveire contro i napoletani. Ma da un deputato questo no, tu hai delle responsabilità, tu devi fare gli interessi del Paese, intero. Per una cosa del genere non devi fare altro che lasciare il tuo incarico.

Quando ero in Erasmus ho parlato con un ragazzo che si professava leghista. Dico professare perché a mio parere il leghismo ha poco di razionale, è una fede. Ci credi e basta. Lui mi diceva che Nord e Sud sono due mondi a parte, c’è poco da fare. Hai voglia a spiegare che le generalizzazioni servono a poco. Però stavolta aveva ragione. Su questo io sono diverso da loro, sono diverso dai leghisti e sono diverso da Matteo Salvini. Il Borghezio in pectore.

Diceva Montanelli che l’approccio migliore nei confronti del leghismo era ignorarli, non dare soddisfazioni nel parlare di loro. Un pò come avveniva nella puntata dei Simpson con i cartelloni pubblicitari giganti che vivevano e distruggevano la città  solo se il pubblico prestava attenzione. Io non sono d’accordo.

Cronaca di una esperienza di vita: Milano, alcool e integrazione

Le colonne di San Lorenzo a Milano

Le colonne di San Lorenzo a Milano

Girare ti forma, e questo lo sappiamo.

L’altra notte ero a Milano, girando un pò abbiam deciso di andare alle Colonne di San Lorenzo, da quello che ho potuto vedere uno dei punti di incontro dei ragazzi milanesi. L’atmosfera è bellissima: c’è chi beve, chi fuma, chi canta e chi suona. Qualcosa di simile a quello che accade a Piazza del Gesù a Napoli, solo meno punk.

Poi c’è lui, il grande Becksman: un personaggio assurdo che gira per il corso  di Porta Ticinese vendendo birra, only Becks naturalmente. Ci sediamo, beviamo qualcosa, e nel giro di poco ci troviamo a parlare fino alle sei del mattino. Conosco un gruppo di ragazzi del nord Africa. Egiziani, Marocchini, Algerini. Mi fermo a parlare con uno di loro. Sì è laureato in Economia a Casablanca, lavorava per la LG marocchina.

Dopo un incidente in un locale, per sfuggire alla vergogna decide di raggiungere suo fratello in Italia. Compra a nero un visto francese per 8000€ e sbarca a Milano. Ora vende vestiti.

Si vedeva da lontano che era un ragazzo non ignorante. Appena ci conosciamo mi dice “La prima cosa che la gente ti chiede è sapere il tuo Paese d’origine. Deve inquadrarti in qualche modo. Per me è più semplice perchè non ho i tratti africani, ma spesso la gente si fa prendere dal pregiudizio. In metropolitana vedi sempre posti liberi affianco a te, sono diffidenti”.

Probabilmente lui ha molta più cultura e forza d’animo di quelli che magari gli stavano di fronte, in piedi. “Sbagliano, diceva, dove c’è il sangue c’è il bene e c’è il male. Ovunque. Ma questo loro non lo capiscono.”

Come non trovarsi d’accordo con lui? Poi, un pò per l’effetto dell’alcool, un pò perché ci facciam prendere tutti dalla discussione, si toccano una miriade di argomenti. Cominciando dalle politiche di immigrazione “E’ giusto, mi dice, che un immigrato deve sborsare 800€ per avere il permesso di soggiorno, quando è palese che la situazione economica degli immigrati è drammatica?”

La libertà religiosa in Italia c’è, ma non nei fatti: “Perchè se il mondo è globalizzato non posso avere una moschea a Milano dove pregare?”

Molte cose giuste, comprensibili, sacrosante. Quando però ci spostiamo su un altri terreni le differenze si fanno sentire. A cominciare dalla poligamia. Mi è stata giustificata dicendo che il matrimonio è sacro, che non ha senso per una persona non sposarsi. E siccome nel mondo ci sono più donne che uomini, è giusto che un uomo abbia più donne. Comprensibile? Da quando in qua l’amore è una questione di statistica? Mah.

Mi è stato detto che l’undici di settembre è stato voluto dagli Stati Uniti, che dava da pensare il fatto che dei 700 e oltre ebrei che lavorassero nel WTC, nessuno quel giorno si presentò al lavoro. Che il congresso americano era guidato da ebrei, che l’attacco al Pentagono non aveva senso, visto che si stava parlando di una delle strutture più sicure al mondo.

Discorsi che andrebbero liquidati come teorie del complotto, magari come indottrinamenti. Ma che ne sappiamo? Confesso di dovermi informare meglio.

Altro argomento: Ahmadinejad? Un dittatore, come Saddam. Ma Saddam è stato allevato dagli USA. Bin Laden? Un omicida, anche lui creato dalla CIA e  ancora in vita per volere degli USA.

Poi alla fine apre una bottiglia di Coca Cola che non conteneva Coca Cola, era vino. E mi dice: ” guarda che anche un musulmano fa peccato, io rispetto il Corano nei principi, per me l’importante è avere rispetto della religione. Io ho rispetto dei cristiani, io ho rispetto di tutti.”

Si fanno le sei del mattino, è l’alba e andiamo via. Ci stringiamo la mano, ci salutiamo, e poi mi dice “Scusami se ti ho annoiato con questi discorsi”. “Affatto” rispondo io. Se anche gli italiani ne parlassero un pò di più probabilmente vivremmo in un Paese migliore.

Napoli è razzista

A Napoli un altro morto ammazzato. Lui non c’entrava nulla, era nella stazione della ferrovia cumana a suonare la fisarmonica per guadagnarsi qualcosa. Degli idioti camorristi su un motorino cominciano a sparare, forse per marcare il territorio alla stessa maniera dei cani randagi, e un proiettile attraversa il cuore di  Petru Birlandeanu. La gente anzichè soccorerlo pensa a fuggire, incurante delle urla della moglie che assiste alla morte del marito.

Quello che mi fa pensare è la reazione.

Petru è stato sparato tre volte:

La prima dai camorristi
La seconda dalla gente che non lo ha soccorso
La terza dalla gente che non si è indignata per l’accaduto. Annalisa Durante, giustamente, adesso è un’icona.

Petru, invece, non avrà diritto neanche alla “memoria” che merita.

Quando dico che Napoli sta diventando razzista non parlo a caso. Se la vittima fosse stata un napoletano, a quest’ora si sarebbero fatte le fiaccolate. Invece, adesso, Napoli tace. Vergogna.

La criminalità c’è in tutti i paesi ma, tranne qualche eccezione, nelle altre città se vuoi guai te li vai a cercare.
Mi spiego: a Los Angeles devi andare in determinati quartieri per buscarti una pallottola. A Napoli è la camorra che cerca te. E’ diverso. A Napoli puoi morire anche a Posillipo.

Riflessione di notte

Questo non è un post di elogio dell’Erasmus, quello lo scriverò più avanti, ad esperienza conclusa.

Il solo pensiero che mi viene adesso è come “riformare” un sistema di istruzione universitaria che tiene ben poco in conto un fattore fondamentale: lo studente deve crescere.

In Repubblica Ceca puoi vedere ogni giorno ragazzi nei parchi, ragazzi che il fine settimana programmano di andare in montagna, a sciare, a prendere il sole, ad esercitarsi con qualche strumento musicale all’aria aperta oppure a provare a mantenersi in equilibrio camminando su una corda legata a due alberi.

Questi non sono ragazzi “fannulloni” questi sono ragazzi che studiano ingegneria, anche duramente. A Napoli questo non è possibile, prima di tutto perchè non c’è la concezione dello svago nei parchi pubblici ( forse perchè non ci sono parchi?), ma soprattutto perchè chi studia è messo di fronte ad una scelta: o studia o si diverte. Lo studio non ti lascia altri spazi, si mangia tutto: passioni, viaggi, possibilità di conoscere gente, hobby, letture, tutto.

Forse sarebbe il momento di organizzare l’Università in modo migliore, per gli studenti naturalmente. Sarebbe ora di rivedere il sistema di valutazioni, sarebbe ora di rivedere il sistema degli insegnamenti, sarebbe ora di restituire ai giovani anche la possibilità di dedicarsi ad altre attività.

E’ una lezione che ho imparato a Praga al CVUT.  Qualsiasi cosa ti impegni per intere giornate prima o poi diventa dannosa.

Sorry 4 Berlusconi: l’intervista all’associazione UIM

Ieri abbiamo rilasciato una intervista all’associazione Unione degli Italiani nel Mondo. Ci tengo a sottolineare, non è l’associazione Italiani nel Mondo di Sergio de Gregorio.

La ripropongo

Obama, sorry 4 Berlusconi. La lettera.

Lo striscione durante il discorso di Obama a Praga

Lo striscione durante il discorso di Obama a Praga

Riporto un botta e risposta avuto via mail dopo l’esperienza dello striscione esposto durante il discorso di Barak Obama a Praga. Invito sia l’autore della mail che tutti a visitare il gruppo su facebook “Obama sorry 4 Berlusconi”

La mail

Gentile signor Tirri,
forse lei pensa di essere molto spiritoso avendo esposto con il suo amico Giampiero quello striscione durante il comizio di Barak Obama.
Intanto avete dimostrato di avere una scarsa conoscenza dell’inglese perchè 4 in inglese si pronuncia diversamente da “for”, per cui il vostro striscione per un anglofono è quasi incomprensibile. In ogni caso dimostra la vostra cultura manoscritta da scuola media mal fatta di questi tempi dove “perchè” si scrive “xchè” ecc.
Il problema principale però (o xò?) è un altro.
Voi vi scusate per Berlusconi facendo appello a Obama, che aumenta le truppe in Afganistan, continuando una guerra sanguinosa, che è reduce da un G20 in cui si sono presi solo provvedimenti da barzelletta, volti a fare propaganda di un capitalismo più “etico” (!?), che propugna una riduzione della armi nucleari quando si sa che lui ne ha più di tutto il mondo messo insieme (e notoriamente deve essere sempre il più forte a cominciare a disarmare).
E che dire delle sue genuflessioni preelettorali alle lobby ebraiche dgli USA e alle frange estremiste israeliane, compiute per avere volti alle elezioni e ripagate con il totale silenzio sul massacro di Gaza? Ma pensate veramente che un innovatore avrebbe nominato Hillary Clinton segretaria di stato? Vi ricordo cosa fece Clinton ditruggendo la Jugoslavia, e la signora Hillary non si è mai dissociata da quella guerra terribile.
Forse avrete visto il presidente Obama affaticato, povero, era stato svegliato nella notte perchè la Corea aveva lanciato un missile terribile (o satellite, secondo i coreani). Anche lui ricomincia il tormentone della “armi di distruzione di massa?”. Forse voi eravate troppo giovani o troppo distratti ai tempi della guerra all’Iraq, dove poi tali armi non si trovarono mai.
Potrei citarvi altri esempi, ma francamente questa goliardata prepolitica mi sembra una cosa che vi renderà forse popolari nelle discoteche di Praga, ma politicamente è una stupidaggine che può solo irritare chi fa seriamente opposizione al governo Berlusconi.
Cordiali saluti e auguri per i suoi studi.

D.

La mia risposta

Gentile signor D., i miei saluti.
La ringrazio per avermi contattato nonostante qualche critica che a me pare un pò ingenerosa e talvolta offensiva.
Cercherò di risponderle nel modo più puntuale possibile.
Pur non raggiungendo i suoi livelli di eccellenza nell’inglese, la mia modesta laurea in Ingegneria mi ha permesso di confrontarmi con lingue diverse da quella italiana.
Magari sarà sorpreso, ma odio , probabilmente più di lei, le storpiature dell’italiano a cui fa riferimento. Mi guardo bene dallo scrivere il famoso “xkè” et similia. Ma nel nostro caso è diverso. Il nostro è ed è stato uno slogan e come tale va inteso. La scelta del “4″ è stata dettata da vari motivi. Di spazio innanzitutto, ma anche da motivi di incisività. E poi qui non si parla certo di italiano.
In ogni caso quello in questione è un messaggio in chiave tipicamente giovanile. E’ tutt’altro che raro scambiarsi delle righe in inglese usando 4 al posto di “for”, gg al posto di “going”, cu al posto di “see you”. Magari non essendo più giovanissimo le sarà sfuggito questo particolare oppure questa riflessione.
Le preciso che, se fosse necessario o se le interssasse, le saprei stilare un elenco di tutte le motivazioni che mi portano ad avversare l’operato del Presidente del Consiglio e di tutta la sua parte politica. Ma avrebbe avuto lo stesso effetto esporre un elenco infinito di ragioni? Non credo. Gli slogan sono coniati appositamente per questo.
Chiarita la questione “for” andiamo avanti.
Il riferimento ad Obama.
La mia simpatia per l’attuale Presidente USA non è il risultato di una operazione mediatica, ma di valutazioni di merito. Non sono un sognatore e non mi sarei aspettato un ritiro di truppe dall’Afghanistan ( a proposito, si scrive con la h), ma la strada che ha intrapreso Obama mostra dei segni tutt’altro che trascurabili. Non so se ha avuto modo di sentire il discorso di ieri, ma come lei giustamente dice, Obama ha affermato che gli USA hanno il dovere di ridurre per primi il loro arsenale nucleare, essendo la prima potenza al mondo ed avendo sulle spalle la responsabilità di aver usato la bomba atomica per primi in una guerra.
Sia chiaro, nessuno vuol santificare nessuno. Ma vuol mettere? Riesce a ricordare Bush? Riesce a cogliere le differenze? Le armi di distruzione di massa mai trovate, l’unilateralismo, la guerra preventiva, il sostegno incondizionato ad Israele, non mi sembrano certo i pilastri della politica di Obama.
Penso che le sue considerazioni partano da valutazioni superficiali. Lei non mi ha mai incontrato, probabilmente non ha mai letto ciò che ho scritto e ancor più probabilmente non lo farà mai. Inoltre non vedo come il nostro messaggio possa aver danneggiato chi fa seriamente opposizione a Berlusconi. Credo sia servito a smuovere qualche coscienza, a far rendere conto che c’è una parte di Italia che non si riconosce nell’operato del Presidente del Consiglio e che il consenso che Berlusconi vanta di avere è solo su carta e non è così plebiscitario come vuol far credere.
A proposito, chi è che farebbe una seria opposizione a Berlusconi? Lei per caso? Sarei curioso di conoscere le sue gesta.
La invito comunque a venire a Praga ad incontrarmi, potrà sincerarsi di persona sul fatto che le nostre azioni vadano oltre la goliardia. Se vuole il giro per le discoteche glielo faccio fare comunque, visti i toni della sua mail un pò di divertimento non le guasterebbe di sicuro.

La saluto
Antonio Tirri



Erasmus

Praha Erasmus Album


Guardate gli ipocriti

Da JFK all’ undici settembre passando per l’Area 51 e la massoneria globale, le teorie delle cospirazioni non mi hanno mai appassionato. Chi non ha le capacità o la bravura necessarie a guardare oltre i fatti rimanendo coi piedi saldati in terra, spesso si inventa complotti e retroscena degni di film fantastici.

Per una volta, però, mi sto convincendo che qualche macchinazione sotterranea ci sia.

Non si può spiegare altrimenti una simile disparità di trattamento, un setaccio con buchi così diversi per notizie simili. 29 gennaio 2009. Antonio Di Pietro manifesta a Roma opponendosi alla sospensione, decisa dal Csm, del procuratore capo di Salerno Luigi Apicella. E fa una serie di considerazioni sulla imparzialità di Napolitano. Forse esagerando, ma sempre sottolineando il rispetto nei confronti della prima carica dello Stato (cosa puntualmente omessa)

Eppure i precedenti di attacchi veri e propri ai Capi dello Stato ci sono, e sono ben più pesanti. Per esse mai nulla si è fatto in concreto.

Qui i titoli dei giornali, da notare che sono quasi tutte prime pagine:

Libero, Il Riformista, la Repubblica, la Stampa, il Mattino, il Messaggero, Italia Oggi, il Tempo, la Voce Repubblicana

Quando, a seguito della morte di Eluana Englaro, Gasparri effettua un attacco a Napolitano ben più grave,  “Peseranno le firme non messe”, le prime pagine dei giornali parlano d’altro.

Anzi, proprio in un articolo su Libero, il paladino del Colle Vittorio Feltri tra coloro che hanno “sfruttato Eluana in ogni modo, e pure vergognosamente” troviamo anche il Presidente della Repubblica.

Che dire, due pesi e due misure.

Il Governo è razzista

Italia razzista

Italia razzista

Questo è il risultato di un Governo con la Lega. Questo è il risultato del Governo Berlusconi.

Oggi il Senato ha detto sì al decreto sicurezza. I medici possono denunciare all’autorità giudiziaria gli immigrati clandestini.

E poiché la clandestinità con questo governo è diventata reato, se un immigrato senza permesso di soggiorno va al pronto soccorso per farsi curare una malattia,  il medico non solo può denunciarlo ma ha anche l’obbligo di farlo.

E non importa se l’immigrato irregolare va a farsi curare una meningite che potrebbe creare un focolaio epidemico, deve essere denunciato. Non vuoi essere espulso? Allora muori! O meglio, allora muori e fai morire gli altri. Certo. Perchè in questo modo non si bloccano le grandi epidemie che, come si può ben pensare, hanno origine negli ambienti in cui le condizioni igieniche sono precarie, e non di certo nei salotti benpensanti.

E’ stato consentito ai mafiosi di curarsi nelle cliniche italiane. Ma i clandestini no. Sono loro i criminali!

Non tutto il mondo è paese

L’Italia non è una buona palestra per i politici. Qui sono troppo agevolati, assecondati, asserventi. Diciamo viziati.

Poveri, all’estero si trovano un pò spaesati quando qualcuno pone loro domande scomode. Forse all’estero la professionalità di un giornalista non si misura dalla lunghezza del suo guinzaglio.

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